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ASTROFISICA/ La culla delle stelle vista da vicino: ecco le prime “foto” scattate dal satellite Planck

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Chi fa cosa su Planck

 

Il satellite Planck dell’ESA osserva il cielo grazie a due strumenti posti nel piano focale di un telescopio a doppio riflettore di 1,5 m di apertura. I due strumenti coprono un ampio intervallo di frequenze nelle microonde, da 30 GHz a 857 GHz. In particolare, lo strumento a bassa frequenza (LFI) è stato sviluppato da un consorzio a guida italiana e copre l’intervallo 30-70 GHz, mentre lo strumento ad alta frequenza (HFI) è a guida francese e copre l’intervallo 100-857 GHz.

In Italia attualmente la collaborazione coinvolge numerose Università e istituti di ricerca, in particolare: IASF-Bologna, Università degli Studi di Milano, Osservatorio Astronomico di Trieste (sede del centro di analisi dati per lo strumento LFI), SISSA-Trieste, Università di Trieste, Università di Padova, Osservatorio Astronomico di Padova, Università di Roma “Tor Vergata”, Università di Roma “La Sapienza”



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