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OGM/ L’allarme di Legambiente: gravi rischi per la salute delle persone e per l’economia

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Sì, ma aggiungerei: vogliamo specializzare l’agricoltura con intere vallate dedicate alla produzione unica di un prodotto in modo da concentrarle in determinati confini e senza dar loro possibilità di intaccare le altre? Abbiamo idea dello scompiglio che provocheremmo? Oppure: vogliamo salvaguardare la libertà di chi non vuole l’Ogm in Italia? Fosse per me proporrei un referendum in Italia, di modo da almeno cominciare a porsi il problema, se l’esito fosse favorevole agli ogm, di come organizzarsi per produrlo, perché non sarà senz’altro cosa facile.

 

Passiamo alla salute, altra questione chiamata in causa da Carlo Petrini, quali sono i rischi più gravi di un’alimentazione Ogm?

 

Alcune conseguenze sono conosciute a livello di reazione del corpo umano. Qui si potrebbe studiare seriamente e cercare di capire con un metodo efficace quali siano i rischi effettivi o meno. Ma al di là degli Ogm è la snaturalizzazione in sé dell’agricoltura oggi a nuocere in modo particolare. Basti vedere l’incremento di allergie ogni anno in crescita esponenziale. Mentre siamo all’opera per risolvere problemi attuali legati alle coltivazioni intensive che cosa facciamo? Aumentiamo i rischi per l’avvenire inserendo anche le coltivazioni Ogm? Francamente non vedo il senso.

 

Da qui arriviamo a un altro problema: c’è chi denuncia che con gli Ogm solo poche realtà commerciali diventeranno titolari della distribuzione dei semi per la coltura. È un rischio effettivo?

 

Certo. E non solo la multinazionale sarà titolare del seme e del gene (sottraendolo all’agricoltore che aveva i semi e che culturalmente se li scambiava con i propri colleghi), ma per giunta insieme al gene avrà anche il monopolio del prodotto chimico associato. Un monopolio che è composto da due prodotti differenti. Sinceramente non voglio vedere un mondo dove in tutti i campi si utilizzino gli stessi semi e gli stessi prodotti chimici.

 

In effetti è una prospettiva agghiacciante, ma al di là dell’aspetto “sentimentale” può spiegarci quali rischi comporterebbe un’agricoltura unificata?

 

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COMMENTI
03/03/2010 - Un articolo così poco condivisibile è raro (Sergio Palazzi)

Legambiente non è certo Greenpeace, e abbastanza spesso mi capita di trovare posizioni condivisibili nelle analisi di alcuni suoi esponenti. Proprio per questo stupisce vedere un insieme di dichiarazioni così stridenti sia dal punto di vista scientifico (dove direi sia abbastanza vero l'esatto contrario di quel che sostiene l'intervistato), sia considerando gli aspetti economici, politici, sociali. "La snaturalizazione dell'agricoltura"! Ma se è snaturalizzata OGGI, che gli OGM da noi NON ci sono, allora chi è il vero colpevole? Il fatto è che le politiche europee sugli OGM, oggi appena minimanente incrinate, derivano dalla necessità di sostenere una politica agricola che ben poco ha a che fare con i valori etici, la libertà di commercio, l'innovazione scientifica e la tutela del consumatore. La linea dei ministri delle politiche agricole nostrani in questo caso si è da anni dimostrata addiittura più realista di questo discutibile re. Sarebbe il caso che ogni tanto qualcuno aprisse le finestre della propria torre non certo eburnea, e anzichè pregiudizi e slogan (oltretutto piuttosto invecchiati) guardasse cosa succede da decenni in quell'irrilevante circondario che si chiama "mondo", chiedendo informazioni ai tanti miliardi di persone che a volte hanno molte altre disgrazie, ma almeno non quella di dover subire anche i pregiudizi e gli slogan degli anti-OGM.