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OGM/ L’allarme di Legambiente: gravi rischi per la salute delle persone e per l’economia

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Noi ambientalisti in particolare diciamo di difendere la biodiversità. La biodiversità è presente in natura, ma anche, e in maniera fondamentale, in agricoltura. È proprio da geni diversi, in questo caso dai frutti e dai prodotti della terra differenti, che si possono trarre nuove scoperte scientifiche per l’avvenire. Dall’imprevista crescita di una certa pianta si potranno forse in futuro recuperare chissà quali vantaggi alimentari. Se massifichiamo l’agricoltura avremo sempre lo stesso tipo di prodotto con le stesse caratteristiche per tutti gli esseri umani. La semplificazione è sempre un danno.

 

Un danno anche culturale?

 

Certamente. È noto che gli italiani e i francesi sono famosi in tutto il mondo per i propri prodotti tipici. Proviamo a pensare a che cosa diventerebbe l’Italia se non si lasciasse più spazio alla tradizione agricola. Il made in Italy dei nostri prodotti verrebbe annullato, trasformando le nostre produzioni in un cibo omologato come tanti altri. La rinuncia alla tipicità provocherebbe un serio danno anche all’economia.

 

Un’ultima domanda: come risponde a chi sostiene che gli Ogm potrebbero essere la chiave di volta per risolvere il problema della fame nel mondo?

 

Questa è questione di lana caprina, lo dimostra il fatto che le persone che muoiono di fame non si nutrono (e non vorrebbero nutrirsi) di Ogm. Chi produce Ogm lo fa per i mercati ricchi, perché produrre Ogm vuol dire aumentare i costi e chi aumenta i costi produce per i ricchi, non certo per gli africani. Lo si vede con la partita che si è giocata adesso in Europa: si è dato il via libera agli Ogm sui prodotti vegetali per i mangimi animali e chi mangia carne non è che muoia di fame.



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COMMENTI
03/03/2010 - Un articolo così poco condivisibile è raro (Sergio Palazzi)

Legambiente non è certo Greenpeace, e abbastanza spesso mi capita di trovare posizioni condivisibili nelle analisi di alcuni suoi esponenti. Proprio per questo stupisce vedere un insieme di dichiarazioni così stridenti sia dal punto di vista scientifico (dove direi sia abbastanza vero l'esatto contrario di quel che sostiene l'intervistato), sia considerando gli aspetti economici, politici, sociali. "La snaturalizazione dell'agricoltura"! Ma se è snaturalizzata OGGI, che gli OGM da noi NON ci sono, allora chi è il vero colpevole? Il fatto è che le politiche europee sugli OGM, oggi appena minimanente incrinate, derivano dalla necessità di sostenere una politica agricola che ben poco ha a che fare con i valori etici, la libertà di commercio, l'innovazione scientifica e la tutela del consumatore. La linea dei ministri delle politiche agricole nostrani in questo caso si è da anni dimostrata addiittura più realista di questo discutibile re. Sarebbe il caso che ogni tanto qualcuno aprisse le finestre della propria torre non certo eburnea, e anzichè pregiudizi e slogan (oltretutto piuttosto invecchiati) guardasse cosa succede da decenni in quell'irrilevante circondario che si chiama "mondo", chiedendo informazioni ai tanti miliardi di persone che a volte hanno molte altre disgrazie, ma almeno non quella di dover subire anche i pregiudizi e gli slogan degli anti-OGM.