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GIORNATA DELL’ACQUA/ L'Italia rischia di rimanere a secco

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Nel mondo si passa da una disponibilità media di 425 litri al giorno di un abitante degli Stati Uniti, ai 10 litri al giorno di un abitante del Madagascar, da 237 in Italia a 150 in Francia. Le stime medie indicano un consumo di 350 litri d'acqua al giorno per una famiglia canadese, di 165 per una europea e di 20 litri per una famiglia africana.  L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma, però, che al di sotto della soglia di 50 litri d'acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua e che il 40% della razza umana vive in condizioni igieniche impossibili, soprattutto per carenza di acqua.


Un abitante su due, pari a quasi tre miliardi e mezzo di persone, abita in case che non hanno sistema fognario e un abitante della Terra su cinque non ha acqua potabile a sufficienza. In 29 Paesi il 65% della popolazione è al di sotto del fabbisogno idrico vitale, oltre 1 miliardo di persone beve acqua "non sicura" e 3,4 milioni di persone ogni anno (5 mila bambini al giorno) muoiono a causa di malattie trasmesse dall'acqua. L'emergenza acqua non riguarda soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma anche l'evoluta Europa.


«Viviamo al di sopra delle nostre possibilità per quanto riguarda l'acqua. La soluzione a breve termine al problema della carenza d'acqua è stata di estrarre quantità sempre maggiori di acqua dalle nostre risorse di superficie e sotterranee. Lo sfruttamento eccessivo non è sostenibile con ripercussioni sulla qualità e sulla quantità dell'acqua rimanente, come pure sugli ecosistemi che da essa dipendono. Dobbiamo diminuire la domanda, ridurre al minimo la quantità di acqua che estraiamo e aumentare l'efficienza del suo uso» (Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia Europea per l’Ambiente).


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