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GIORNATA DELL’ACQUA/ L'Italia rischia di rimanere a secco

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 In Europa, il 44% dell'acqua estratta viene utilizzato per la produzione di energia, il 24 % per l'agricoltura, il 21 % per l'approvvigionamento idrico pubblico e l'11% per l'industria. Le acque di superficie, quali laghi e fiumi, forniscono l'81% del totale delle acque dolci estratte e rappresentano la fonte idrica principale per l’industria, l’energia e l’agricoltura. Invece, l'approvvigionamento idrico per usi civili dipende principalmente dalle acque sotterranee perché, generalmente, sono di migliore qualità. Quasi tutta l'acqua utilizzata nella produzione di energia è restituita a un corpo idrico, cosa che non avviene, invece, per la maggior parte di quella estratta per l'agricoltura.

 

 

La disponibilità teorica annua di acqua dolce in Italia per usi civili e produttivi è di 155 miliardi di m3, corrispondente a 2700 m3come quota pro-capite per abitante. Il 97% dell'acqua dolce in Italia è nelle falde acquifere, che, in gran parte, sono alimentate da territori sottoposti a tutela. Irregolarità dei deflussi e inefficienze riducono questa disponibilità a 110 miliardi di m3e a 2000 m3pro-capite. L'acqua effettivamente utilizzabile per tutti gli usi scende a 42 miliardi di m3, ossia a 764 mc a persona, equivalenti a 764 mila litri a persona l'anno a poco più di 2000 litri a persona al giorno.


La disponibilità d'acqua diminuisce ogni anno, le località in emergenza idrica crescono di numero, i costi ed i prezzi dell'acqua sono in rapido aumento. Il 15% della popolazione italiana, ossia circa otto milioni di persone per quattro mesi l'anno (da giugno a settembre) è sotto la soglia del fabbisogno idrico minimo di 50 litri di acqua al giorno a persona.


 

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