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EVOLUZIONE/ Ecco perché certe teorie non possono spiegare le ragioni dell'esistenza

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E il fattore più poderoso nella realtà è il mistero stesso, quella “barriera elastica” (F. Severi, “Itinerario di uno scienziato verso la fede”, in Dalla scienza alla fede, Edizioni Pro Civitate Christian, Assisi 1959, p. 103) che si sposta man mano che con il nostro metodo scientifico avanziamo nella comprensione del reale, quel mistero che è in fondo la fonte dello stupore con cui il ricercatore vive la ricerca. Contiamo di ritornare su questo argomento in un prossimo articolo.


Tornando agli aspetti più strettamente scientifici, interessante è il caso dei trasposoni (elementi trasponibili) che, secondo le numerose fonti scientifiche consultate, sono tra i candidati a mettere in discussione il sistema darwiniano. I trasposoni sono stati scoperti nel 1948 ad opera di Barbara McClintock, che per questo ha vinto il premio Nobel nel 1983; la storia della sua scoperta è raccontata in “Coe E, Kass LB., Proof of physical exchange of genes on the chromosomes. Proc Natl Acad Sci U S A. 2005 May 10;102(19):6641-6”. I transposoni (che formano circa il 3% del DNA umano) sono piccole sequenze di DNA capaci di “staccarsi” dalla posizione originaria e “saltare” in un’altra posizione dello stesso DNA (o genoma) o addirittura tra genomi (cioè organismi diversi).


I retrotrasposoni (che formano circa il 45% del DNA umano) invece sono derivati da sequence di RNA che sono state “retro trascritte” in DNA e inserite nel DNA cromosomico. In questo modo entrambi possono alterare sequenze di geni oppure possono far iniziare l’espressione di nuove parti del DNA (cioè, nuovi geni). Qualche autore li accomuna ai virus, anche perché appaiono essere “selfish gene” (geni egoisti) e alcuni sembrano usare meccanismi di replicazione simili ai virus. L’importanza di questi elementi trasponibili in campo evolutivo appare enorme, sopprattutto considerando il fatto che solo circa 1.5% di tutto il DNA umano codifica per delle proteine, ma il nostro DNA è fatto per circa il 50% di elementi trasponibili.


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