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COSMOLOGIA/ Scrutando decine di milioni di galassie, capiremo se Einstein aveva ragione

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 C’erano allora due possibilità: o la teoria (cioè la relatività generale) andava superata oppure bisognava introdurre un fattore propulsivo, che ha preso il nome di energia oscura. «Le osservazioni del 1998 che la velocità di espansione dell'Universo è aumentata negli ultimi sette miliardi di anni, possono essere spiegate o con l'esistenza di una "energia oscura" di origine ignota; oppure come evidenza che la relatività generale non funziona a scale molto grandi. Al momento la prima conclusione è quella preferita, ma la possibilità che Einstein non abbia detto la parola definitiva sulla gravità va tenuta aperta».

 


Il problema è ora quello di decidere tra queste due soluzioni. Nel 2008, in un articolo su Nature, Guzzo e colleghi hanno avanzato una proposta: andare a vedere il tasso di crescita delle strutture cosmiche a una certa epoca, ovvero misurare quanto rapidamente la gravità assembla le strutture osservate. «È intuitivo capire come questo dipenda dalla legge di gravità: se cambio la teoria della gravità formerò le strutture più rapidamente o più lentamente».


Recentemente, sempre su Nature, quelli che abbiamo chiamato contro-confutatori, hanno ampliato il lavoro di Guzzo calcolando la quantità di galassie che si aggregano in ammassi (cluster) e analizzando le loro velocità e le distorsioni dovute al materiale interposto. Sono così arrivati a concludere che la teoria di Einstein spiega la struttura e la dinamica del cosmo vicino meglio di quanto facciamo le teorie alternative alla relatività generale a hanno avanzato una forte opzione in favore della materia oscura.


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