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FISICA/ Bellini (INFN): ecco come abbiamo catturato sotto il Gran Sasso i geoneutrini fuggiti dal centro della Terra

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Il successo di questo studio è stato reso possibile dalle nuove tecnologie sviluppate al Laboratorio del Gran Sasso, che hanno permesso di raggiungere in Borexino livelli di purezza da elementi radioattivi mai raggiunti prima da nessuno. «Una purezza - dichiara Bellini – dovuta anche alla lontananza dell’esperimento da fonti, come le centrali nucelari, che alterano la normale rilevazione di queste particelle». Per rendersi conto della difficoltà dell’esperimento, basta pensare che una raccolta dati di oltre due anni fornisce due dozzine di eventi attribuiti a geoneutrini e ai reattori, dunque un evento al mese in totale e un evento di geoneutrino ogni due mesi.

Questo, reso noto oggi, è solo l’inizio. Lo studio continua e fra altri due anni sarà possibile avere misure di maggior precisione producendo quindi più informazioni sui meccanismi di produzione termica della Terra. Borexino, con questa scoperta, ha aperto una nuova era nello studio dei meccanismi che regolano l’interno della Terra. Finalmente, seguendo le metodologie sviluppate dai fisici sotto il Gran Sasso, sarà possibile investigare in modo più rigoroso l’origine e la distribuzione dell’energia termica all’interno del nostro pianeta.

 

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