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TECNOLOGIE/ Scudo elettromagnetico alla Star Trek: una bufala?

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È noto che la ricerca militare ha costi elevati e tempi molto lunghi ed è facile ironizzare non avendo da affrontare in prima persona le difficoltà tecniche, ma non si può proprio fare a meno di chiedersi se il ben più futuribile scudo elettromagnetico resterà in sviluppo per almeno altrettanto tempo…

 

E il meglio deve ancora venire: basta dare un’occhiata al sito del Dstl per scoprire che le attività di sviluppo delle corazze leggere sono parte del programma militare “Future Rapid Effect System” (FRES), progetto molto controverso, duramente e ripetutamente criticato dal “Defence Committee” della “House of Commons” (cioè dalla commissione parlamentare incaricata di vigilare sulle attività del Ministero della Difesa del Regno Unito).

 

 

 

 

Nel suo rapporto del 2009 il Defence Committee conclude testualmente che «il programma FRES è stato un fiasco». Nel rapporto del 2010, si legge che lo stesso Ministro della Difesa riconosce che FRES rappresenta «una storia triste e spiacevole», se ne assume piena responsabilità e spiega che è stata radicalmente cambiata la strategia in materia di sviluppo di veicoli corazzati leggeri: «[…] preferisco optare per qualcosa di concreto e di esistente, piuttosto che per qualche sorta di immagine di qualcosa che potrebbe essere puramente ideale».


Chissà con che gioia avrà letto sul Daily Telegraph in che modo i suoi ricercatori fanno eco ai suoi propositi di svolta pragmatica… In buona sostanza, sono forti i motivi per credere che l’annuncio del Dstl sia un puro esercizio di pubbliche relazioni in un momento e in un ambito in cui il laboratorio è sotto forte pressione. Sono, ovviamente, prontissimo ad essere smentito. Da fatti, però, non da roboanti annunci.

 

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