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TECNOLOGIE/ Scudo elettromagnetico alla Star Trek: una bufala?

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 In primo luogo i ricercatori si guardano bene dal dire di avere in mano qualcosa di concreto, limitandosi a generici annunci sulle meraviglie dello scudo tipo Star Trek. In secondo luogo, per darsi un po’ di credibilità, rimescolano le acque magnificando i successi di un’altra tecnologia - nota con il nome di “electric armour” (armatura elettrica) - che però è radicalmente diversa. L’unico punto in comune è l’idea di trasformare il veicolo in un condensatore. Il principio di funzionamento dell’armatura elettrica è ingegnoso, ma decisamente meno spettacolare.


La blindatura è costituita da due strati metallici separati da materiale isolante (ecco il condensatore!). Il proiettile perfora lo strato esterno e attraversa l’isolante. Non appena arriva allo strato interno crea un cortocircuito (mette cioè in contatto tra loro i due strati metallici della blindatura). Una violentissima scarica elettrica attraversa il proiettile e lo scalda così velocemente da vaporizzarlo neutralizzando quasi del tutto la sua forza distruttrice.

 

 

L’aspetto divertente è che da una sommaria ricerca bibliografica risulta che l’idea di armatura elettrica è in circolazione almeno dal 1973 (cfr. E. H. Walker Defeat of Shaped Charge Devices by Active Armor, U.S. Army Ballistic Research Laboratory, BRL-MR-2309, July 1973) e ciò nonostante a tutt’oggi non è ancora concretamente utilizzata.



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