Scienze
mercoledì 31 marzo 2010
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Ormai la possibilità di seguire in diretta webcast eventi di ogni tipo rende anche le grandi imprese scientifiche accessibili a tutti, almeno nei loro momenti più spettacolari. È stato così ieri, quando dalle 8.30 alle 17.30 i laboratori sotterranei del Cern di Ginevra sono stati sede di una lunga diretta via web per seguire le prime collisioni tra particelle ad alta energia tra nell’acceleratore LHC, tornato brillantemente in azione dopo i guai dello scorso anno. Si è trattato delle collisioni tra fasci di particelle alle massime energie mai raggiunte finora in un esperimento di fisica: le particelle pesanti, (gli adroni, da cui la H nell’acronimo LHC Large Hadron Collider) che da tempo stavano girando stabilmente con l’energia di 3,5 TeV (Teraelettronvolt) nei 27 km dei tunnel dell’acceleratore, si sono scontrate frontalmente con un urto corrispondente quindi a 7 TeV: per dare un elemento di confronto, le collisioni nell’acceleratore del Fermilab di Chicago possono solo sfiorare i 2 TeV.
Il clima all’interno dei laboratori e nella sala controllo centrale del Cern era ovviamente di grande eccitazione: per tutto il giorno si sono visti scienziati alternarsi davanti ai monitor dei loro computer o davanti ai grandi schermi o radunati in improvvisi capannelli di discussione per interpretare quanto succedeva nei quattro apparati sperimentali. Mentre, per chi seguiva la webcast, le immagini dei laboratori si alternavano con le spettacolari simulazioni al computer che davano una suggestiva rappresentazione di cosa poteva succedere a quelle profondità della materia.
Alle 13.05 si sono verificate le prime collisioni e in tutto il Cern è scattato all’unisono un lungo applauso mentre la speaker della diretta webcast annunciava: «Eccoli: è un momento storico, i fasci con l’energia di 3,5 TeV ciascuno stanno collidendo» e il grande schermo della sala controllo riportava i monitor delle quattro sale degli esperimenti con i grafici dei segnali. Tra gli scienziati che hanno trepidato durante questa fatidica giornata c’era Paolo Giubellino, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nazionale (Infn), da pochi giorni nominato spokeperson (cioè coordinatore internazionale) dell’esperimento ALICE. Giubellino è il terzo italiano chiamato a dirigere gli esperimenti di LHC: gli altri due sono Fabiola Gianotti (spokeperson di ATLAS) e Guido Tonelli (spokeperson di CMS). Durante l’attesa delle collisioni, ilSussidiario.net l’ha intervistato.
Professor Giubellino, si aspettava questa nomina?
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