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OGM/ Se volessimo vederci chiaro: tutti i motivi per non temere la Super-Patata

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La produzione tipica italiana si regge quindi per la maggior parte su prodotti ottenuti da animali alimentati con mais e farina di soia, di cui siamo deficitari al punto che nel 2008 le importazioni nette di queste due materie prime, pari a 1600 milioni di euro, superavano di circa 600 milioni le esportazioni complessive di prodotti Dop-Igp. Questo disavanzo tende ad aumentare perché le scelte effettuate, anche riguardo alla possibilità coltivare mais Gm, hanno penalizzato la nostra produzione di mais e ciò implica che in futuro non solo la quasi totalità delle farine di soia proverranno da paesi che coltivano soia Gm, ma anche una parte significativa del mais potrà seguire lo stesso percorso.

 

La situazione è relativamente migliore per quanto riguarda la pasta, che non rientra tra i prodotti Dop-Igp, ma che costituisce l’emblema del “made in Italy” alimentare; in questo caso non ci sono ancora Ogm, tuttavia dobbiamo importare circa il 30% del nostro fabbisogno di grano duro dal Nord America e la principale impresa italiana ha costruito due stabilimenti di produzione negli USA.

 

Di fronte a questo quadro riesce difficile continuare ad asserire che le nostre produzioni di qualità debbano essere preservate dalla contaminazione degli Ogm, impedendone la coltivazione ai nostri agricoltori, ma dovendo dipenderne per garantire la necessaria alimentazione del bestiame.

 

Riguardo alla possibilità di coltivare anche in Italia ciò che già importiamo si frappone, infine, la questione della coesistenza con le colture biologiche e “tradizionali” che viene ritenuta impraticabile, se non impossibile, a causa delle limitate dimensioni delle nostre aziende agricole e delle misure di isolamento che si renderebbero necessarie.

 

Su questo terreno si è fatta parecchia “melina”, ovvero si è girato intorno alla questione ritardando le decisioni, cui siamo tenuti dalla normativa UE, al fine di utilizzare questa “tela di Penelope” per impedire di fatto la coltivazione del mais Gm. Da questa prolungata inadempienza è derivata per altro la sentenza del Consiglio di Stato che obbliga il Ministero ad autorizzarne la semina.

 

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