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NANOTECH/ Da domani il nanomondo si potrà toccare con mano

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Visitando l’Open NanoLab, oltre a vedere i ricercatori all’opera con gli strumenti e le apparecchiature tipiche di un laboratorio di caratterizzazioni fotoelettriche, il pubblico potrà rendersi conto di quella che Milani indica come il diverso punto di vista del mondo nanometrico. «La realtà è sempre la stessa tuttavia la prospettiva di un osservatore nanometrico è radicalmente diversa rispetto a un normale osservatore. Ad esempio forze che per esseri delle dimensioni di un paio di metri sono irrilevanti, come la viscosità dell’acqua o le forze di adesione tra due superfici, diventano di straordinaria importanza.

Gli oggetti nanometrici sono continuamente sballottati dall’agitazione termica del mezzo che li circonda (moto browniano), l’adesione su una superficie è altissima: le caratteristiche salienti dell’universo fisico percepito sono quindi radicalmente differenti e dipendono dalla scala dell’osservatore». Il nostro nanoscienziato fa l’esempio di un virus che percepisce l’universo e quindi vi si adatta (per adattamento si intenda il modo di muoversi, nutrirsi, riprodursi, scambiare informazioni) molto diversamente da noi non necessariamente perché è “meno complesso” ma semplicemente perché è molto più piccolo.

 

Non manca infine la possibilità di vedere come la struttura nanometrica delle cose possa modificare le proprietà anche a livello macroscopico: nell’atrio del NanoLab è esposta una serie di contenitori con soluzioni di particelle d’argento in acqua distillata dove la differenza di colore dei liquidi è data dalla diversa dimensione delle particelle.

 

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