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OGM/ L’unica vittima della patata amflora è la verità

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Occorre sottolineare con forza che il risultato non è una “follia” accessibile solo tramite i metodi avanzati dell’ingegneria genetica (impropriamente: un OGM), ma che tale risultato - una pianta che accumula solo amilopectina - è possibile ottenerla in diversi modi o è addirittura una variante spontanea che si ritrova in natura. È già successo per i mutanti waxy di mais e frumento (per mutazione spontanea) e l'hanno fatto anche per la patata con metodi classici. Utilizzando sostanze mutagene che colpiscono a caso i geni della pianta, hanno colpito, inattivandolo, anche il gene per la sintesi dell’amilosio. La cosa stupefaciente è che la patata amflora ha avuto un iter per l’approvazione di circa 15 anni, mentre la patata ottenuta per mutagenesi (che, ripeto, è la stessa cosa per quanto riguarda l’amilosio) è andata subito in coltivazione senza alcun controllo preventivo sui reali rischi che le patate comportano. E che le patate comportino rischi si sa da lungo tempo: possono essere fatali. Un lavoro “classico” del 1925 pubblicato sulla rivista Science (Hansen A. A. - 1925 - Two fatal cases of potato poisoning. Science 61:340-341) racconta di una famiglia americana intossicata da patate contenenti alte quantità di glicoalcaloidi. Due dei sette membri morirono. I glicoalcaloidi sono sostanze normalmente prodotte dalla pianta e presenti un poco dappertutto (es. nelle foglie, ma anche nei tuberi, seppure in dose minore e che normalmente non desta preoccupazioni). Ma in certe condizione (quando rinverdiscono o sono malate) o per effetto di manipolazioni genetiche (ad es. per semplice incrocio e selezione) la quantità di glicoalcaloidi può aumentare improvvisamente e diventare un rischio reale.

 

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COMMENTI
18/04/2010 - sterilità ogm (chiara gandini)

mi scusi signor Lucio, provi a fare un esperimento: apra il frigo, prenda un frutto con semi, se lo mangi e pianti i semi (siamo anche nel periodo giusto). Ora vada in un campo qualsisasi, rubi un po' di semente (o chieda al contadino se lo trova in giro) e pianti la semente. Stia attento a non dare troppa acqua e a lasciarli in un luogo al sole all'aperto. Poi mi faccia sapere quanti gliene sono cresciuti. Se le va bene e cresce qualcosa (se le va bene), le crescerà una pianta completamente diversa da quella d'origine. Si chiama rivoluzione verde, iniziò nel 1944. Ormai nessun contadino che coltiva il cibo che le arriva nel piatto ripianta più parti delle sementi che raccoglie ma le compra dalle industire sementifere. Non è un problema di oggi, e non è un problema degli OGM.. mi dispiace..

 
08/03/2010 - Newman e gli OGM (continua) (Piero Morandini)

Sono forse tutti gonzi che corrono a comprare un prodotto che costa di più e che rende di meno? Se lo fanno ne hanno un beneficio e chi siamo noi, in stragrande maggioranza occidentali ben pasciuti che non abbiamo mai visto una zappa nella nostra vita, per andare a dire loro cosa devono o non devono coltivare? 5) Il consumo di prodotti dell'agricoltura convenzionale (e ancora di più di molti prodotti naturali) comporta vittime e ospedalizzazioni. Forse ci conviene bandire tutti i cibi e tutte le piante naturali. 6) l'aumento esponenziale di allergie e intolleranze alimentari, quando esiste, ha un legame con gli OGM come le cicogne lo hanno con la nascita dei bambini. ad es.: http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2010/02/allergizziamoci.html Tutte le accademie nazionali ed internazionali delle scienze hanno sottolineato che i prodotti transgenici sono altrettanto sicuri se non più sicuri in qualche caso di quelli convenzionali. 7) perchè si insiste sempre e solo sugli interessi commerciali dei produttori di sementi transgeniche e si continuano a comprare e usare telefonini, televisori, macchine, farmaci, aerei, benzina... (anche questi prodotti dalle multinazionali) senza invocare lo stesso ragionamento? Forse perchè ne abbiamo un beneficio? "Il pregiudizio si propaga per ripetizione, la verità per ragionamento" (J.H. Newman) Per chi volesse approfondire suggerisco il libro di D. Bressanini "OGM tra leggende e realtà" (Zanichelli).

 
08/03/2010 - Newman e gli OGM (Piero Morandini)

Chi si occupa di biotecnologie agrarie sa benissimo che: 1) Il caso del golden rice (vedi articoli su Il Sussisiario) esemplifica le (molte) ricerche a beneficio del terzo mondo e che queste non sono incompatibili con la brevettazione. E che l'ostacolo maggiore al loro impiego efficace è la regolamentazione eccessiva e insensata fomentata da paure e da sciacalli che sulle paure costruiscono la loro fortuna politica e sociale. 2) Anche i prodotti commerciali (transgenici o no) possono contribuire (e già lo fanno) a migliorare la situazione alimentare nei paesi in via di sviluppo. Aumentando la produzione in loco, aumentano l'autosufficienza, la possibilità di commerciare e la ricchezza dei paesi (es. evidente è il Malawi). 3) La storia delle sementi transgeniche sterili è una favola che si perpetua. Non esiste alcuna semente transgenica resa sterile per impedirne la semina della generazione successiva. Per una discussione più approfondita: http://www.zenit.org/article-19949?l=italian 4) Oltre il 90% di quelli che coltivano transgenico sono contadini poveri dei paesi in via di sviluppo (e sono 13 milioni di individui su 14 totali, vedere rapporto ISAAA a www.isaaa.org). Sono forse tutti gonzi che corrono a comprare un prodotto che costa di più e che rende di meno?

 
06/03/2010 - OGM (Lucio Russo)

Chi si occupa di economia sa benissimo che la ricerca, il brevetto e la produzione di OGM nulla hanno a che fare con motivazioni umanitarie e che la lotta alla fame nel mondo è uno specchietto per le allodole. Data la sterilità degli OGM, va da sè che essi creano semmai dipendenza economica piuttosto che indipendenza. E questo sicuramente non va a favore dei paesi più poveri. Dal punto di vista sanitario non vi sono, è vero, riscontri certi su eventuali danni che l'ingestione ripetuta di cibi direttamente o indirettamente correlati con OGM possa determinare. Ma non è certo neppure il contrario. In questi casi, prima di dare il via libera, occorrerebbe avere la certezza dell'innocuità. E questa oggi non c'è. Anzi, esistono semmai forti indizi (come l'aumento esponenziale di allergie e intolleranze alimentari) che vi possano essere effetti indesiderabili. Ancora una volta il problema è dato dalla preponderanza degli interessi economici rispetto a qualsiasi altra considerazione.