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EVOLUZIONE/ Facchini: si fa presto a dire “anello mancante”

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Se tutte le volte che è stata annunciata la scoperta di un “anello mancante” si fosse trattato di un effettivo ritrovamento di reperti fossili rispondenti a quelle precise prerogative, allora la storia evolutiva dei viventi non avrebbe più lacune. Per anello mancante si intende infatti la presenza di una specie vivente che si colloca con continuità nella catena (ecco perché “anello”) evolutiva che si sarebbe sviluppata in modo graduale, secondo il modello darwiniano, oggi peraltro sottoposto a forti critiche proprio su questo punto della gradualità. Nel caso del genere umano, l’anello tanto ricercato è quello tra i primati non umani e gli esemplari classificati come Homo Habilis, cioè i nostri più antichi progenitori le cui tracce, risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa, sono state identificate per la prima volta nel 1964 in Tanzania.


Anche questa volta sembra ripetersi una storia di preannunci e successivi dubbi. Nei giorni scorsi è rimbalzata con grande enfasi dalle colonne del Daily Mail di Londra la notizia del ritrovamento di uno scheletro di ominide nella zona di Sterkfontein in Sudafrica: la scoperta, opera del team del professor Lee Berger dell’Università sudafricana di Witwatersrand, consiste nello scheletro di un bambino ominide quasi completo e ben conservato, che potrebbe essere collocato evolutivamente tra l’australopiteco (3,9 milioni di anni fa circa) e l’homo habilis. Le informazioni più dettagliate fornite successivamente al preannuncio, invitano però ad una maggior prudenza e a riconsiderare la scoperta in un quadro più ampio. Ne abbiamo parlato con uno dei più autorevoli paleoantropologi italiani e internazionali, Fiorenzo Facchini, già ordinario di Antropologia all’Università di Bologna.


Quella dove Berger ha trovato lo scheletro di ominide era una zona dalla quale ci si aspettavano ritrovamenti così importanti o è stata una assoluta sorpresa?

 

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COMMENTI
13/04/2010 - Le domande importanti e la cultura! (Silvano Rucci)

Concordo pienamente con le conclusioni di Mario Gargantini e di Fiorenzo Facchini, che riporto come segue: “Quando gli esperti di genetica avranno completato la sequenza che riguarda la formazione dell'essere umano, ci saranno sempre i filosofi, i teologi, tutta una serie di altre persone che dovranno porsi delle domande importanti e cercare di rispondervi. Anzi, direi che sono queste LE DOMANDE PIU' IMPORTANTI" Mario Gargantini In questi ultimi anni il quadro della paleoantropologia non si è troppo complicato, al punto da renderci sempre più difficile stabilire dove e quando e come è emerso il primo esponente della specie umana? “Quello della fase preumana del processo di ominizzazione è un quadro complesso. Sembra di trovarsi di fronte a una rete di linee variamente intrecciate fra loro. Sono stati proposti vari antenati del genere Homo: Australopiteco afarense, Kenyantropo, Ardipiteco, Australopiteco africano; ma bisogna dire che l’identificazione del genere Homo non comporta necessariamente l'individuazione dell’uomo nel senso che comunemente si intende. Nelle fasi più antiche dell’umanità occorrono informazioni sul comportamento dell’ominide, cioè sulla capacità di SVILUPPARE CULTURA" Fiorenzo Facchini

 
12/04/2010 - Il pensiero è l'attività più nobile dell'uomo! (Silvano Rucci)

“La nostra evoluzione umana partendo da una scimmia?” Come mai tutte le altre creature, come ad esempio i coccodrilli, venuti al mondo all’origine della vita, non sono evoluti? Il moscerino è rimasto come era e si comporta sempre allo stesso modo da quando è stato creato! Miliardi di creature sono venute al mondo e tali sono rimaste! Viene spontanea la domanda: per quale motivo l’uomo non può far parte di queste creature originali per nascita, come originale è anche il globo terrestre? Un’altra domanda è questa: lo spirito e l’anima per quale motivo albergano soltanto nell’uomo? Non è mai stato dimostrato che albergano anche nelle scimmie! Infatti sappiamo che il pensiero umano e la parola sono le attività più nobili al mondo! Evidentemente la teoria dell’evoluzionismo in tali argomentazioni è veramente carente! Il pensiero umano è libero, non è vincolato da ostacoli e rappresenta l’attività più nobile dell’uomo sulla terra! Grazie a questa libertà si è liberi di credere di essere figli della scimmia attraverso l’evoluzionismo! Però si è anche liberi di credere di essere figli, adottivi in Cristo, di un Dio creatore, nati da esseri umani normalissimi! Essere figli delle scimmie per l’uomo è molto irrazionale! Noi dovremmo provenire da un mondo soltanto animale e non anche spirituale? Lo spirito come si è incarnato in noi? Le scimmie possono imitare l'uomo a loro superiore, come noi uomini, nello Spirito, imitiamo il Cristo Dio a noi superiore!