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SPAZIO/ 2. L'esplorazione del cosmo tra prestigio e utopia: la via d'uscita è essere realisti

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Sono curiosità da settimana enigmistica. Più interessante notare che la stessa carta mostra decine di basi costruite dalle varie nazioni. Qualcuna abitata in permanenza, qualcuna sporadicamente, la maggior parte probabilmente abbandonate. In generale hanno, almeno ufficialmente, scopo di ricerca scientifica (anche per via di trattati internazionali): ricerca di vario tipo, dalla geofisica, alla geologica, dalla formazione del sistema solare tramite lo studio dei meteoriti alla cosmologia.


Queste ricerche hanno anche portato a brillanti risultati, vedi l’esperimento Boomerang, in cui l’Italia ha giocato un ruolo fondamentale. Esiste poi un marginale turismo di elite: pagando il giusto si può mettere piede in Antartide al termine di un estenuante volo cargo dalla Terra del Fuoco.


Tutto qua. Questo è l'Antartide, un mondo lontano, inospitale, sicuramente affascinante. Nessuno si sogna migrazioni di massa. Anzi, la tendenza più recente è verso la conservazione integrale: chi è socialmente evoluto e cosciente dei problemi dell'ambiente non va a ficcare il naso in Antartide. Perché dovrebbe essere diverso per lo spazio, che ha costi enormemente più grandi e condizioni enormemente più inospitali? Infatti non c'è differenza. Lo spazio è e resterà un luogo per pochi.


Impostare i programmi spaziali su una prospettiva utopica è dannoso e le incertezze della Nasa lo dimostrano. Anche se altre nazioni svilupperanno capacità di lancio per motivi di prestigio e per interesse militare, una presenza umana semi-permanente avrà senso solo se strettamente legata a quei tipi di ricerca scientifica resi possibili dalla peculiarità dell’ambiente spaziale, e di rilevanza tale da giustificarne i costi.


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COMMENTI
16/04/2010 - ... (Umberta Mesina)

... ma per noi che siamo cresciuti all'ombra del Gundam, tutto questo è davvero deludente. Per fortuna che non mi sono specializzata in colture idroponiche.