BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CLIMA/ Cosa ci aspetta in Italia? Meno piogge e più ondate di calore

Pubblicazione:

desertificazioneR375_20nov08.jpg

E proprio l’ambiente mediterraneo, stando alla recente letteratura scientifica, risulta essere una delle aree più sensibili ai cambiamenti climatici in corso, con un riscaldamento nell’ultimo secolo maggiore rispetto alla media globale (specialmente in estate) e una diminuzione della precipitazione media. Da notare che nell'indice del prossimo rapporto di valutazione dell'Ipcc, che uscirà tra il 2013 e il 2014, il Mediterraneo è quello che nel linguaggio scientifico viene definito un “Hot Spot”, cioè un'area chiave di sensitività ai cambiamenti climatici.


«Le proiezioni effettuate mediante modelli climatici evidenziano per il Mediterraneo, e in particolare per l’Italia, un possibile aumento delle onde di calore, una più marcata diminuzione della precipitazione media, un incremento del rischio di subire eventi naturali drammatici, come alluvioni o periodi siccitosi, e una perdita di biodiversità terrestre e marina. Ciò non potrà che ripercuotersi pesantemente sullo sviluppo e sull’economia del Paese, comportando gravi danni economici in particolari settori produttivi, come quello dell’energia, del trasporto, dell’agricoltura e del turismo».


Una posizione catastrofista? I nostri due interlocutori tendono a smarcarsi dalle strettoie di un dibattito sul clima inasprito dalla contrapposizione tra i due schieramenti dei “negazionisti” e dei “catastrofisti”. «Le due posizioni, secondo noi, rappresentano entrambe considerazioni molto distanti dall'approccio scientifico verso i cambiamenti climatici. Fare ricerca scientifica vuol dire porre domande e trovare risultati che presentano sempre delle incertezze; queste ultime sono all'origine di nuove domande che alimentano la ricerca verso nuovi risultati e altre incertezze. È così, detto in maniera molto semplificata, che si sviluppa il progresso scientifico».

 

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >