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AMICI ANIMALI/ Attenti, il vostro gatto è un assassino...

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 Il primo tipo di conoscenza consente di capire come l'animale percepisce la realtà e interagisce con essa (in quanto cane o in quanto gatto o in quanto furetto e via dicendo), di immaginare quali possono essere le motivazioni che sottendono di volta in volta i suoi comportamenti senza cadere nell'errore di attribuire a essi giustificazioni o obiettivi tipicamente umani, di interpretare correttamente i suoi segnali e quindi di comunicare in modo più efficace con lui. Il secondo tipo di conoscenza permette di cogliere i bisogni e le prerogative del singolo animale e di conformare a essi le indicazioni di carattere generale che provengono dalla conoscenza della specie.


Che utilità può avere?

 

Nella gestione del rapporto con l'animale la consapevolezza delle differenze individuali che esistono all'interno della specie è molto importante: è ciò che genera la dimensione storica della relazione e rende conto dell'unicità dell'esperienza affettiva. Quando si esplica nella convivenza, la relazione tra l'uomo e l'animale non è mai solo l'incontro tra due specie, è sempre anche l'incontro tra due individui.


È possibile paragonare la cattività animale con la “cattività umana” dovuta a una vita vissuta in luoghi sovraffollati?


È sempre difficile fare parallelismi stretti tra l'esperienza di un animale e quella dell'uomo. Facendolo si corrono due rischi: uno è quello di semplificare una data realtà vedendo solo le cose che ci si aspetta di vedere e trascurandone gli aspetti precipui; l'altro è quello di adottare la modalità di interazione con l'ambiente di una specie come modello di riferimento, con il quale mettere a confronto il comportamento di un'altra specie. Come già accennato, la reazione di una specie animale alla vita in cattività dipende molto dalla sua storia evolutiva e dagli adattamenti acquisiti nel corso di essa. Tanto per fare un esempio, per animali gregari (come molti primati, canidi e cetacei) la compresenza di conspecifici – purché la situazione di gruppo rispecchi almeno a grandi linee la loro organizzazione sociale naturale – è essenziale, mentre per animali solitari (come alcuni grossi felini o gli orsi) può essere fonte di grave disagio.

 

 

Dove sta, quindi, a proposito delle condizioni di stress da sovraffollamento alle quali uomini e animali possono esser sottoposti, la principale differenza?


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