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INNOVAZIONE/ Quando Archimede e Einstein entrano in classe. E progettano l’Archistein

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Hanno preso spunto dalle molecole fotocromatiche esistenti in natura, della famiglia delle Spiropyran, che se esposte a luce UV provocano una trasformazione di colore nella matrice in cui sono disperse: il fenomeno però è reversibile e quindi il materiale ritorna al colore iniziale se illuminato. L’obiettivo allora è quello di produrre delle scritte colorate temporanee su alcuni film di materiale plastico contenenti una modesta quantità delle suddette molecole.


Interessante anche osservare la genesi di alcuni progetti, che indica un’attenzione e una curiosità non circoscritta al puro curriculum scolastico. È accaduto ad Azzurra Cicchi e Gianluca Pica dell’Itsas G. Mazzocchi di Ascoli Piceno, che dopo aver assistito a un convegno sulle energie rinnovabili hanno costruito una “cella di Grätzel”, un dispositivo per ottenere elettricità convertendo l’energia solare mediante un processo simile a quello della fotosintesi.


L’ulteriore curiosità sta nel fatto che nell’esperimento gli studenti hanno utilizzato due vetri conduttori, uno con uno strato di carbonio e l’altro con uno strato di biossido di titanio in grado di assorbire una matrice organica costituita da succo di mirtillo.

 


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