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EARTH DAY/ Il Pianeta soffre di un'influenza stagionale. Non facciamola diventare un’infezione cronica

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L’aumento, su scala globale e nell’arco del ‘900, è misurato in circa 1 grado Celsius. Il dato in sé può voler dire poco, ma fissando la temperatura terrestre attorno ai 14 °C, esso rappresenta più del 7% del totale. Considerando poi il tasso di crescita degli ultimi 30 anni - circa 0,17 decimi di grado a decennio - si arriva a una proiezione per fine secolo di quasi 2 gradi di aumento, ben più del 10% della temperatura media terrestre. Si tratta quindi di numeri importanti, da monitorare con attenzione. Spostare l’equilibrio termico terrestre di quasi il 20% in due secoli è, in termini globali, una quantità enorme.

 

Il secondo passo, ancora più decisivo ma molto più complicato, è nel capire l’origine di tale aumento. Anzitutto, si può fare affidamento su un periodo temporale piuttosto breve. Rilevazioni accurate di temperatura, globalmente, possono spingersi solo fino alla metà degli anni 50, e, usando tecniche molto sofisticate di ri-analisi, si può arrivare fino a inizio secolo scorso. Cento anni, per un pianeta come la Terra, sono come qualche minuto della nostra vita. E l’attuale riscaldamento può essere paragonato a una brutta influenza, nel momento in cui sale la temperatura corporea. Nonostante ciò, quando siamo a letto con 39 di febbre, sappiamo che presto essa scenderà, perché conosciamo la causa e dunque il metodo di cura. Per la Terra, invece, vi sono ipotesi, più o meno verificate, su cui poi si basa la prognosi.

 

La più importante riguarda il riscaldamento da CO2. La chiave è trovare il fattore, o la combinazione di fattori, che forzino l’atmosfera a un equilibrio termico maggiore. La CO2 agisce, per sua struttura chimica, come fattore riscaldante e, soprattutto, ha un tasso di crescita costante per tutto il secolo scorso. Ciò la rende una probabile causa della febbre che attanaglia il nostro pianeta da decenni. Tale prospettiva è in sé ancora più grave se si considera che l’aumento di CO2 è possibilmente imputabile all’uomo, che dall’era industriale sta ri-immettendo pesanti quantità di anidride carbonica in atmosfera, quantità che erano state stoccate nella crosta terrestre per decine e centinaia di secoli.

 

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COMMENTI
23/04/2010 - Climatologia, scienza giovane (Gianluca Lapini)

L'articolo di Masato ha il pregio di riproporre la necessità di considerare più a fondo i tanti fattori che possono contribuire a far cambiare il clima della terra, senza concentrarsi in maniera maniacale sull'unico fattore CO2, come ha fatto tanta scienza climatica dell'ultimo ventennio. La climatologia é una scienza relativamente giovane che affronta uno dei sistemi fisici più complessi dell'universo. Forse era inevitabile che come un adolescente al suo primo amore si innamorasse perdutamente della CO2, anche perchè la "ragazza" si é dimostrata una ereditiera così piena di soldi da rafforzare gli entusiasmi non solo scientifici. E' tempo che i climatologi smaltiscano la loro ubriacatura da CO2 (neanche fosse stato un gas esilarante!) e vaglino più a fondo tutte le ipotesi. Esempio in tal senso mi sembra non manchino (si veda fra tutti Roy Spencer, col suo recente libro divulgativo "The great global warming blunder") anche se purtroppo rimangono per il momento voci minoritarie.

 
22/04/2010 - E se la febbre dipende dal termometro guasto? (Sergio Palazzi)

Il testo di Masato è certo più equilibrato rispetto alla vulgata mainstream sul global warming. Ma sarebbe più propositivo chiarendo alcuni degli enunciati. Si dichiara un rialzo termico intorno "al 7%", ma è uno scivolone dovuto alle unità scelte. Per dire: se un americano tipo Gore usasse i Fahrenheit anziché i Celsius, 14°C e 1°C sarebbero 57°F e 1.8°F, e l'aumento calerebbe al 3%...! Par di far torto alla competenza dell'autore ricordando che la Terra scambia energia verso l'esterno per via quasi solo radiativa, ergo i calcoli vanno riferiti alla temperatura assoluta: così i valori reali sono di 287 K e 1 K, e l'aumento è dello 0.35%, molto meno impressionante anche per il comune lettore. L'insistenza sulla sola CO2 imbarazza, se è vero: che il primo regolatore termico della serra terrestre è il vapor d'acqua; che la correlazione tra gli incrementi di CO2 e di temperatura è solo fittizia (per circa 30 anni nel XX secolo la temperatura calava mentre la CO2 saliva); che persino il discutibile protocollo di Kyoto chiede di intervenire anche su molti altri gas, primo fra tutti il metano che viene emesso soprattutto da fonti non antropiche. Il trend termico recente è tutto tranne che omogeneo: basta leggere i dati ufficiali del WMO per notare che nell'ultimo decennio la temperatura è stabilizzata se non già in discesa. Eccetera. Sacrosanto preoccuparsi, studiare, informare il pubblico: ma meglio usare solidi dati scientifici, lasciamo i catastrofismi ai burocrati dell'IPCC...