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EARTH DAY/ Il Pianeta soffre di un'influenza stagionale. Non facciamola diventare un’infezione cronica

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La seconda è più una congettura, e non nega la precedente, piuttosto può concorrere, assieme ad essa, al riscaldamento globale. Tale ipotesi ha nel Sole il principale attore. Anch’esso, come la CO2, agisce innanzitutto nel bilancio radiativo dell’atmosfera, e permette tutt’oggi la vita sulla Terra. E anch’esso esibisce un trend al rialzo della cosiddetta irradianza, cioè il flusso di radiazione incidente sulla superficie terrestre. Tale andamento è effettivamente riscontrabile, almeno fino agli anni ’80. Da allora esso si mantiene stabile, ancora su valori piuttosto elevati e, dalla seconda metà degli anni ’90, è visibile una sua inversione.

 

In particolare negli ultimi tre anni, l’intensificarsi di tale calo sta richiamando l’attenzione dei fisici solari, che mai fino ad ora avevano potuto registrare un’attività tanto bassa. Solo durante la fine del XVIII secolo si era osservata un’anomalia così accentuata nel ciclo del solare che varia nella sua intensità con una frequenza di circa 11 anni. In quel periodo si registrarono due cicli molto deboli (minimo di Dalton), che furono seguiti, successivamente, da cicli sempre più intensi, caratterizzati da un minimo secondario a cavallo dei secoli XIX e XX, fino ad arrivare al crescendo della fine del XX secolo.


V’è da notare che, in termini percentuali, la suddetta variazione appare piuttosto bassa se confrontata con il suo valore assoluto (stiamo parlando di poche unità su un totale di 1365 W/m2), e questo la pone in secondo piano rispetto alla forzante chimica (CO2). Tuttavia, è quantomeno interessante far notare che stiamo attraversando una fase fortemente anomala del comportamento solare.

 

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COMMENTI
23/04/2010 - Climatologia, scienza giovane (Gianluca Lapini)

L'articolo di Masato ha il pregio di riproporre la necessità di considerare più a fondo i tanti fattori che possono contribuire a far cambiare il clima della terra, senza concentrarsi in maniera maniacale sull'unico fattore CO2, come ha fatto tanta scienza climatica dell'ultimo ventennio. La climatologia é una scienza relativamente giovane che affronta uno dei sistemi fisici più complessi dell'universo. Forse era inevitabile che come un adolescente al suo primo amore si innamorasse perdutamente della CO2, anche perchè la "ragazza" si é dimostrata una ereditiera così piena di soldi da rafforzare gli entusiasmi non solo scientifici. E' tempo che i climatologi smaltiscano la loro ubriacatura da CO2 (neanche fosse stato un gas esilarante!) e vaglino più a fondo tutte le ipotesi. Esempio in tal senso mi sembra non manchino (si veda fra tutti Roy Spencer, col suo recente libro divulgativo "The great global warming blunder") anche se purtroppo rimangono per il momento voci minoritarie.

 
22/04/2010 - E se la febbre dipende dal termometro guasto? (Sergio Palazzi)

Il testo di Masato è certo più equilibrato rispetto alla vulgata mainstream sul global warming. Ma sarebbe più propositivo chiarendo alcuni degli enunciati. Si dichiara un rialzo termico intorno "al 7%", ma è uno scivolone dovuto alle unità scelte. Per dire: se un americano tipo Gore usasse i Fahrenheit anziché i Celsius, 14°C e 1°C sarebbero 57°F e 1.8°F, e l'aumento calerebbe al 3%...! Par di far torto alla competenza dell'autore ricordando che la Terra scambia energia verso l'esterno per via quasi solo radiativa, ergo i calcoli vanno riferiti alla temperatura assoluta: così i valori reali sono di 287 K e 1 K, e l'aumento è dello 0.35%, molto meno impressionante anche per il comune lettore. L'insistenza sulla sola CO2 imbarazza, se è vero: che il primo regolatore termico della serra terrestre è il vapor d'acqua; che la correlazione tra gli incrementi di CO2 e di temperatura è solo fittizia (per circa 30 anni nel XX secolo la temperatura calava mentre la CO2 saliva); che persino il discutibile protocollo di Kyoto chiede di intervenire anche su molti altri gas, primo fra tutti il metano che viene emesso soprattutto da fonti non antropiche. Il trend termico recente è tutto tranne che omogeneo: basta leggere i dati ufficiali del WMO per notare che nell'ultimo decennio la temperatura è stabilizzata se non già in discesa. Eccetera. Sacrosanto preoccuparsi, studiare, informare il pubblico: ma meglio usare solidi dati scientifici, lasciamo i catastrofismi ai burocrati dell'IPCC...