BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EARTH DAY/ Il Pianeta soffre di un'influenza stagionale. Non facciamola diventare un’infezione cronica

Pubblicazione:

terra_pianetaR375_22apr09.jpg

Quarant’anni fa veniva lanciata dai movimenti ambientalisti l’idea della Giornata della Terra per indirizzare l’opinione pubblica sulle gravi condizioni in cui versa il nostro Pianeta dal punto di vista delle risorse naturali e delle condizioni dell’ambiente. La Giornata del 22 aprile è diventata un appuntamento fisso e nel frattempo molto è cambiato sullo scenario ambientale globale. È emerso prepotentemente il problema dei cambiamenti climatici, col suo carico di polemiche, di difficili decisioni politiche, di aspettative non appagate.

 

Anche questa edizione dell’Earth Day avrà come tema centrale il clima e sarà dominata dallo spettro del global warming e dalle controversie riaccese durante la Conferenza sul Clima di Copenhagen. L’opinione pubblica sarà comunque polarizzata sui soliti cliché, che campeggeranno anche nell’evento culminante del “Rally per il Clima” il 25 aprile a Washington: lì presteranno la loro voce in difesa della Terra “surriscaldata” star dello spettacolo come il cantante Sting e lì verrà presentata dall’Earth Day Network una petizione al Congresso Usa per un’azione decisa per il contenimento delle emissioni di gas serra e per la promozione di una legislazione mondiale sul clima. Vale quindi la pena soffermarsi sul tema del GW e sulle più recenti ipotesi circa le sue cause.

 

Per capire esattamente cosa significhi global warming (GW), bisogna innanzitutto comprendere come si comporta il sistema atmosfera. La temperatura è sicuramente una delle variabili più importanti per verificare come tale sistema stia cambiando. E GW è un’espressione, spesso abusata, che indica l’andamento di questa variabile lungo i chilometri prossimi alla superficie terrestre. Questo, dunque, il primo passo: accertarsi di tale aumento della temperatura. Esso appare inequivocabile ed è ormai documentato da diversi strumenti di osservazione. Fin dai primi anni del ‘900 la temperatura terrestre mostra un trend positivo che, a partire dagli anni ’80, è diventato ancora più accentuato.

 

Leggi anche: CLIMA/ Cosa ci aspetta in Italia? Meno piogge e più ondate di calore, di S.Castellari, V. Artale

 

Leggi anche: GLACIOLOGIA/ Kaser (Innsbruck): più che l’Himalaya, preoccupa la scomparsa dei piccoli ghiacciai, di G. Kaser

 

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUIL SIMBOLO >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
23/04/2010 - Climatologia, scienza giovane (Gianluca Lapini)

L'articolo di Masato ha il pregio di riproporre la necessità di considerare più a fondo i tanti fattori che possono contribuire a far cambiare il clima della terra, senza concentrarsi in maniera maniacale sull'unico fattore CO2, come ha fatto tanta scienza climatica dell'ultimo ventennio. La climatologia é una scienza relativamente giovane che affronta uno dei sistemi fisici più complessi dell'universo. Forse era inevitabile che come un adolescente al suo primo amore si innamorasse perdutamente della CO2, anche perchè la "ragazza" si é dimostrata una ereditiera così piena di soldi da rafforzare gli entusiasmi non solo scientifici. E' tempo che i climatologi smaltiscano la loro ubriacatura da CO2 (neanche fosse stato un gas esilarante!) e vaglino più a fondo tutte le ipotesi. Esempio in tal senso mi sembra non manchino (si veda fra tutti Roy Spencer, col suo recente libro divulgativo "The great global warming blunder") anche se purtroppo rimangono per il momento voci minoritarie.

 
22/04/2010 - E se la febbre dipende dal termometro guasto? (Sergio Palazzi)

Il testo di Masato è certo più equilibrato rispetto alla vulgata mainstream sul global warming. Ma sarebbe più propositivo chiarendo alcuni degli enunciati. Si dichiara un rialzo termico intorno "al 7%", ma è uno scivolone dovuto alle unità scelte. Per dire: se un americano tipo Gore usasse i Fahrenheit anziché i Celsius, 14°C e 1°C sarebbero 57°F e 1.8°F, e l'aumento calerebbe al 3%...! Par di far torto alla competenza dell'autore ricordando che la Terra scambia energia verso l'esterno per via quasi solo radiativa, ergo i calcoli vanno riferiti alla temperatura assoluta: così i valori reali sono di 287 K e 1 K, e l'aumento è dello 0.35%, molto meno impressionante anche per il comune lettore. L'insistenza sulla sola CO2 imbarazza, se è vero: che il primo regolatore termico della serra terrestre è il vapor d'acqua; che la correlazione tra gli incrementi di CO2 e di temperatura è solo fittizia (per circa 30 anni nel XX secolo la temperatura calava mentre la CO2 saliva); che persino il discutibile protocollo di Kyoto chiede di intervenire anche su molti altri gas, primo fra tutti il metano che viene emesso soprattutto da fonti non antropiche. Il trend termico recente è tutto tranne che omogeneo: basta leggere i dati ufficiali del WMO per notare che nell'ultimo decennio la temperatura è stabilizzata se non già in discesa. Eccetera. Sacrosanto preoccuparsi, studiare, informare il pubblico: ma meglio usare solidi dati scientifici, lasciamo i catastrofismi ai burocrati dell'IPCC...