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ENERGIA/ De Gioia (Bicocca): ecco come le alghe ci aiuteranno a produrre idrogeno

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Oltre al problema riguardante la produzione vi è anche l’inconveniente su come immagazzinarlo e utilizzarlo. «Attualmente –continua De Gioia- esistono celle a combustibile, in grado di fornire energia proveniente dall’idrogeno, che richiedono l’utilizzo di metalli preziosi. Questo è uno dei motivi che hanno sinora reso difficile e oneroso un vero e proprio decollo dell’idrogeno come vettore di energia».


In natura, il processo di combustione che porta alla formazione di energia a partire da idrogeno molecolare è molto lento. Uno dei catalizzatori che accelerano la reazione è il platino. Se si considera solo l’energia utilizzabile nel campo dei trasporti, la sostituzione di tutto il parco veicoli mondiale con veicoli alimentati a idrogeno richiederebbe una quantità di platino ampiamente superiore alle riserve planetarie. Risulta quindi fondamentale la progettazione di celle a combustibile basate su metalli abbondanti e poco costosi. Gli studi del professor Luca De Gioia hanno contribuito a far luce proprio sugli aspetti di produzione e utilizzo di questa forma alternativa di energia.

  

«L’idea –continua De Gioia- è quella di poter produrre idrogeno molecolare a partire da due fonti molto semplici e alla portata di tutti: sole e acqua». In natura esistono già delle forme viventi, come particolari alghe, in grado di fare ciò. Questi organismi, grazie alla luce del sole e all’acqua, sono in grado di produrre idrogeno mediante il contributo fondamentale di enzimi chiamati ferro-idrogenasi. In particolare questo processo avviene nel cuore dell’enzima chiamato “sito catalitico”.


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