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ENERGIA/ De Gioia (Bicocca): ecco come le alghe ci aiuteranno a produrre idrogeno

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Lo studio delle caratteristiche chimiche di questo sito rappresenta dunque la base per poter poi progettare molecole analoghe e maggiormente efficienti da utilizzare su scala industriale. «Attraverso un complesso modello basato sulla meccanica quantistica – spiega De Gioia - abbiamo dimostrato che l’efficienza di questi enzimi nella produzione di idrogeno molecolare e nella sua trasformazione in energia dipende strettamente dalla presenza degli ioni cianuro nelle ferro-idrogenasi. In assenza di essi l’enzima non funziona».Un dato dunque fondamentale per tutti quei chimici che in futuro dovranno sintetizzare questo genere di molecole a fini industriali.


I risultati ottenuti dal team di ricerca italo-svedese hanno dunque chiarito una volta per tutte le porzioni necessarie al corretto funzionamento delle ferro-idrogenasi. A partire da questi importanti risultati si è ora aperta la corsa alla progettazione e alla sintesi di molecole simili al sito catalitico dell’enzima da poter inserire nelle celle a combustibile. Verosimilmente l’utilizzo più immediato della tecnologia a idrogeno non riguarderà il sistema di trasporti ma bensì un utilizzo in loco come ad esempio il fabbisogno energetico di un appartamento.


Il tutto solamente con dei pannelli solari, acqua e una cella di immagazzinamento dell’energia. «Una produzione in loco dell’energia – conclude De Gioia - eliminerebbe tutti quei problemi logistici legati al trasporto con conseguenze positive nello sviluppo delle aree sottosviluppate. Non solo, questo tipo di energia ridurrebbe enormemente tutti quei problemi legati all’inquinamento dati dall’utilizzo dei carburanti classici».

 

(A cura di Daniele Banfi)



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