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CHIAZZA DI PETROLIO/ 2. Regoli (ecotossicologo): le specie animali rischiano alterazioni genetiche

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C’è qualche parallelo che si può tracciare con quanto accaduto recentemente nel fiume Lambro?


Il fiume Lambro presenta già una situazione alterata, di inquinamento. Gli interventi di rimozione della massa oleosa sono stati abbastanza efficaci rispetto a un danno che avrebbe potuto essere stato di entità molto maggiore, ad esempio se la chiazza fosse arrivata nell’Adriatico. Credo che l’emergenza sia stata molto ben gestita, adesso ci vorrà del tempo, ci sono studi in corso per valutare gli effetti meno evidenti. E’ facile in queste situazione vedere il pesce morto o il cormorano coperto di petrolio, più difficile e mediaticamente meno rilevante è scoprire se il cormorano ha subito delle alterazioni che potranno fargli produrre uova più fragili, cioè effetti a lungo termine. Nel caso del Lambro si può escludere ci sia stato un danno acuto evidente, ci vorrà del tempo per vedere se danni meno acuti ma più subdoli si verificheranno nella popolazione del fiume.

 

Che tipo di danno a lungo termine subiscono ad esempio i pesci in questi casi?

Il danno più grave è l’insorgere di patologie tumorali. Alcune componenti degli idrocarburi sono fortemente cancerogene. Ma è anche vero che gran parte di questi componenti sono generalmente più volabili e se la macchia non arriva subito a terra diventa meno tossica. E’ difficile fare previsioni, se le condizioni meteo la tengono a largo il petrolio dopo un po’ perde le componenti cancerogene. Rimangono altri effetti collaterali: alterazioni ormonali, scompensi ezematici, difese immunitarie compromesse. La lista delle conseguenze tossicologhe comprende praticamente ogni tipo di conseguenza.

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