BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FISICA/ Sarà il piombo degli antichi romani a proteggere il "cuore" delle particelle

Pubblicazione:

Il carico di piombo di una nave romana affondata duemila anni fa risolve il mistero della fisica  Il carico di piombo di una nave romana affondata duemila anni fa risolve il mistero della fisica

Cosa rende possibile il faticoso incedere della ricerca scientifica? La passione del ricercatore, il lavoro di chi lo ha preceduto, le sue intuizioni, la sua formazione... Ma c’è un elemento in più. Non è pensabile uno sviluppo della conoscenza scientifica senza il supporto della tecnologia, spesso all’avanguardia. L’intreccio fra scienza e tecnologia è così stretto che a fatica si può individuare un qualche confine. Tanto è vero che i non avvezzi a frequentare laboratori di ricerca rimangono spesso sorpresi dallo scoprire quante e quali meraviglie e novità tecnologiche gli scienziati riescano a inventarsi nel difficile ed esaltante lavoro della ricerca scientifica, soprattutto in quella di base.

Per svilupparsi la tecnologia deve seguire un percorso non sempre preventivabile: a volte deve fare dei veri e propri salti in avanti, ma molto più spesso, per rendere concreta la visione che la guida, deve con pazienza mettere un nuovo passo davanti a un altro ben definito, e farsi largo nella risoluzione dei problemi. Insomma, la tecnologia, per sua natura proiettata al futuro, ha bisogno di poggiare sul passato, su qualcosa che esiste “da prima”. Ma quanto prima? Quanto passato?

In linea di principio, tutto quello che viene prima serve, ma può accadere che un sofisticato esperimento di fisica delle particelle abbia bisogno di un contributo determinante dall’antichità? La risposta è sì, ed è esattamente quello che sta accadendo ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dove si sta per inaugurare l’esperimento CUORE (abbreviazione di Cryogenic Underground Observatory for Rare Events, Osservatorio Criogenico Sotterraneo per Eventi Rari), dedicato alla misura del doppio decadimento Beta, elusivo fenomeno tramite il quale si dovrebbe riuscire a definire una volta per tutte uno dei misteri della fisica moderna: la massa del neutrino.
 

 

Leggi anche: CERN/ Il fisico: vi racconto la collisione tra particelle più potente della storia

 

Leggi anche: FISICA/ Dall' acceleratore LHC al satellite Planck: il segreto è la persona

 

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA IL SIMBOLO >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >