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CERN/ Sulle tracce della particella misteriosa troveremo risposte e tantissime nuove domande

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La leader dell’esperimento mostra la foto di un monitor del suo laboratorio con i dati di pochi giorni fa che illustrano il raggiunto traguardo dei 3,5 TeV. E spiega la sequenza dei passi che potrebbero portare a importanti scoperte. «Il primo passo è ritrovare le particelle già note e rimisurarle proprio dove e come devono essere; così tra l’altro si collauda ulteriormente l’apparecchiatura. La maggior emozione di questi giorni è stata la riscoperto del bosone W, quello che ha valso il Nobel a Carlo Rubbia», osserva Gianotti mentre sullo schermo scorrono le immagini con le tracce di questa particella.


È così che i fisici riscoprono il cosiddetto modello standard, lo riconfermano sulla base di particelle note e sono pronti per accogliere, se appariranno, le novità. In primis il bosone di Higgs. Per questo però il cammino è ancora lungo «Per Higgs dovremo aspettare fino al 2013-14. Il motivo è che, se ha l’energia nella gamma di valori che ci aspettiamo, il suo segnale può essere facilmente confuso con altri e ci vuole molto lavoro di analisi statistica per avere delle evidenze certe».

 

I due fisici italiani sono comunque fiduciosi e proiettati con slancio verso l’esplorazione di nuove frontiere della conoscenza. Gianotti è convinta che tutta l’avventura di LHC «ci fornirà risposte ad alcuni interrogativi fondamentali della fisica; ma saranno ancor di più e più interessanti le nuove domande che aprirà. E soprattutto ci dirà quali sono le domande giuste da porre».

 

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