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GEOLOGIA/ Quando gli attori modificano il teatro: nuove ipotesi sull’evoluzione del pianeta Terra

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Un brano di Antonello Venditti di qualche anno fa diceva “Che fantastica storia è la vita”, giudizio condivisibile non solo dal punto di vista esistenziale, ma anche e soprattutto dal punto di vista scientifico. Tanto che la comparsa della vita è stata affiancata da Oliver Sacks, grande neurofisiatra americano, ad altri due imperscrutabili “enigmi”: la nascita dell’universo e l’emergere della coscienza.

 

Lo scienziato che “ragiona” sulla vita, sul suo emergere e sulla sua evoluzione, si trova quasi di fronte a un abisso, che non solo riguarda il mistero dell’origine, quel “meccanismo” - se mai potrà essere trovato - che ha fatto sì che molecole di materia inanimata si siano organizzate in organismi via via sempre più complessi, ma anche i fattori che hanno influenzato tale sviluppo.

 

I tempi cosmici, le condizioni fisiche, chimiche, geologiche, le circostanze astronomiche più o meno fortunate sono solo alcuni dei tasselli di un immenso mosaico cosmico che ha consentito la comparsa del primo organismo unicellulare circa quattro miliardi di anni fa sulla Terra.

 

La notizia riportata da Science questo mese ci invita però a un paradossale cambiamento di prospettiva: per un attimo non ragioniamo più sulle condizioni che influenzano la vita come oggetto di studio, bensì sull’evidenza che la presenza diffusa di organismi viventi potrebbero - ma quasi certamente è così - avere influenzato, e pesantemente, l’evoluzione mineralogica del nostro pianeta.

 

Attenzione, avete letto bene: evoluzione dei minerali. La cosa potrebbe sembrare un gioco, un circolo vizioso da persona in cerca disperata di qualche idea originale, costi quello che costi, ma non è così. 

 

Robert Hazen, un dottorato in Scienze della Terra ad Harvard, ricercatore alla Carnegie Institution, insegnante alla George Mason University e autore di più di trecento pubblicazioni scientifiche, ci conduce attraverso la storia del pianeta Terra mettendo in luce i passaggi fondamentali dal punto di vista della composizione geologica della superficie del nostro pianeta, per farci partecipi di questo “cambiamento di prospettiva”.

 

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