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TECNOLOGIA/ Piattaforme petrolifere: i sistemi di controllo ci sono, ma attenti a non sopravvalutarli

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La piattaforma BP in fiamme (Foto Ansa)  La piattaforma BP in fiamme (Foto Ansa)

È possibile che si verifichi un passaggio di gas, normalmente associato al petrolio, dalla roccia all’interno del pozzo, e quindi una sua risalita in superficie, con conseguente aumento della pressione e rischio di esplosione per rottura meccanica delle tubazioni di superficie o incendio. Durante il normale esercizio poi, il rischio è legato all’eventuale fuoriuscita di idrocarburi liquidi o gassosi e successivo incendio.

 

In ogni caso, se qualcosa non va si tratta di difetti di qualche componente dei sistemi di sicurezza, come può essere accaduto in questo caso. Sistemi che in realtà sono numerosi, ridondanti e diversificati, sono cioè posizionati in molti punti della piattaforma, spesso duplicati e basati su diverse tecnologie.

 

Vi sono rilevatori di incendio che segnalano presenza di fumo, emissioni anomale di luce o aumenti anomali della temperatura, e rilevatori di gas; tutti collegati con allarmi e col sistema antincendio che aziona automaticamente le pompe. Gli allarmi sono di diverso tipo, sia visivi che sonori, localizzati su tutta la piattaforma. Ci sono squadre di emergenza addestrate e pronte per interventi immediati, piani di evacuazione attraverso scialuppe progettate per resistere alla presenza di fuoco nel mare attorno alla piattaforma.

 

Dove sono presenti gas nocivi, tutto il personale è dotato di maschera e bombola che permettono l’evacuazione in caso di emergenza. Il personale è addestrato con esercitazioni periodiche in piattaforma, tutti devono aver superato un corso di tecniche antincendio e sopravvivenza in mare, viene effettuato un briefing di sicurezza a tutto il personale che arriva su una piattaforma. Tutte le piattaforme hanno solitamente una nave di sostegno che staziona permanentemente in loco pronta a intervenire.

 

C’è poi tutta l'attività di manutenzione, che è di due tipi: preventiva e straordinaria. La preventiva si basa su analisi di affidabilità, cioè sull’utilizzo di banche dati che contengono le statistiche delle frequenze di guasto delle apparecchiature presenti in piattaforma. Questi dati sono utilizzati per la preparazione dei programmi di manutenzione e ispezione. Ogni apparecchiatura è dotata di una scheda di manutenzione preparata dal fabbricante, nella quale sono indicati i controlli periodici che devono essere effettuati.

 

Durante le fermate programmate, solitamente una all’anno, le apparecchiature vengono aperte o smontate e ispezionate. Periodicamente vengono misurati gli spessori delle tubazione e dei recipienti in pressione. Il magazzino contiene tutte le parti di ricambio necessarie, i tecnici sono in grado di intervenire su ogni tipo di anomalia.

 

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COMMENTI
19/05/2010 - per la gioia (Antonio Servadio)

per la gioia di coloro che guardano al nucleare con pensieri catastrofici. E' tempo che si facciano bilanci storici.