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SPAZIO/ Ikaros, il satellite giapponese che vola come un aquilone

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Il satellite Ikaros  Il satellite Ikaros

Quando si viene a conoscenza di come funzionano certi fenomeni, è impossibile non concordare con quanto andava dicendo Amleto al suo amico Orazio: “Ci sono più cose in cielo e in terra che nella tua filosofia”.

 

E, come se questo non bastasse, nella realtà vive un essere che utilizza ciò che la realtà stessa offre, la manipola, la trasforma e aggiunge così “cose” mirabolanti agli stupefacenti fenomeni che già ci circondano. L’uomo, infatti, con la sua fantasia, la sua audacia e il suo desiderio di conoscere prende spunto da quello che esiste per nuove incredibili realizzazioni. E la stupefacente capacità tecnologica umana sembra non avere mai fine...

 

Domani infatti una nuova “cosa” si aggiungerà a quelle che ci passano sopra la testa ogni minuto: un nuovo satellite. Fin qui nulla di incredibile, viste le centinaia di oggetti mandati in orbita intorno alla Terra e ben più in là dal 1957 a oggi. L’incredibile sta nel mezzo di propulsione che questo satellite utilizzerà: si tratta infatti di una specie di “aquilone”, spinto ovviamente non dalla pressione che i miliardi di molecole che costituiscono la nostra atmosfera esercitano sotto forma di vento, ma dal ben più “esotico” e affascinante vento solare.

 

L’ente spaziale giapponese JAXA infatti ha in programma il lancio del satellite dimostrativo Ikaros (Interplanetary Kite-Craft Accelerated by Radiation of the Sun, letteralmente “Veicolo-aquilone interplanetario accelerato dalla radiazione del Sole”), che si servirà per viaggiare fra i pianeti del sistema solare di una vera e propria vela rettangolare la cui diagonale arriva a toccare i 20 metri.

 

La vela ovviamente non è fatta di tela, ma di un foglio di composto polimerico (polyamide) dello spessore di 0,0075 millimetri (meno di un capello umano), ricoperto in parte da uno strato ancora più sottile di micro-celle solari che serviranno per trasformare la radiazione elettromagnetica solare assorbita in elettricità e fornire così energia per il funzionamento del satellite, compreso l’orientamento ottimale delle parti della vela.

 

Su quali basi fisiche poggia il funzionamento di un oggetto del genere? Per rispondere bisogna andare al lavoro teorico di uno dei più grandi e geniali scienziati di tutti i tempi, James Clerk Maxwell, l’uomo che operò la sintesi di elettrostatica e magnetismo, scoprendo le quattro equazioni che regolano e legano tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

 

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