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BIODIVERSITA'/ I piani dei biostrateghi che sanno capire i dati e non solo raccoglierli

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Certo, per poter “celebrare” adeguatamente la giornata di domani e non ridurla alla solita triste azione di protesta è opportuno rimuovere un tipo di giudizio a volte dichiarato esplicitamente ma più spesso presente sotto traccia in tanti proclami naturalistici e che comunque agisce da blocco ideologico che si frappone tra l’uomo e la natura: è l’idea, di impronta New Age, che la varietà contemplata negli esseri viventi sia una varietà indistinta, prevalentemente quantitativa, fatti di tanti livelli ma tutti equivalenti quanto a valore e significato; con la conseguenza che a tutti si possono applicare gli stessi criteri e che non esistono priorità o vie preferenziali.

 

Sono molte invece le evidenze che indicano la presenza nella biosfera di un punto di discontinuità, di un vivente che, pur emergendo dalla stessa storia evolutiva di tutti i viventi, si distingue per la sua capacità di prendere coscienza di questa stessa storia. È l’uomo, cioè la presenza più biodiversa sulla scena planetaria e che nei confronti della biodiversità può fare tre cose.

 

Può ammirarla, con lo stupore e la sorpresa tipica del bambino ma che è stata quella di tanti grandi naturalisti, da Sant’Alberto Magno, a Nicolò Stenone, a Charles Darwin, a Konrad Lorenz.

 

Può utilizzarla, rispettandone gli equilibri ma cogliendone tutta la capacità di offrire “servizi ecosistemici”, come ormai si definiscono una serie di prestazioni e di vantaggi pratici che vanno dalla fornitura di biomasse, alle azioni di regolazione – come la stabilizzazione del clima, l’assestamento idrogeologico, la barriera alla diffusione delle malattie, la qualità delle acque – ai servizi di supporto ambientale, quali la formazione dei suoli, il riciclo dei nutrienti, la stessa fotosintesi.

 

Sono sempre più frequenti gli studi che mettono in risalto il valore anche economico della biodiversità; tanto che, su impulso della Commissione Europea è stato costituito il centro TEEB – The Economics of Ecosystems and Biodiversity, che sta producendo una serie di studi volti ad esplorare e quantificare tale valore, individuando gli indicatori da tenere sotto osservazione e suggerendo a politici e business men le azioni da compiere con urgenza, come l’arresto della deforestazione, la protezione delle barriere coralline, la protezione e il recupero del settore ittico e così via.

 

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