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BIODIVERSITA'/ I piani dei biostrateghi che sanno capire i dati e non solo raccoglierli

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Infine l’uomo è l’unico che può agire per tutelare la biodiversità e conservare gli enormi tesori costituiti dalle varietà di ecosistemi, di animali e di piante. Si pensi, in quest’ultimo caso, alle attività di conservazione dei sistemi vegetali sia direttamente sul campo sia attraverso la raccolta dei semi e la loro conservazione nelle apposite “banche”: come quelle della rete Ribes (Rete Italiana Banche del Germoplasma per la Conservazione ex situ della Flora Spontanea Italiana), o del progetto europeo Ensconet (European Native Seed Conservation Network) o quella del suggestivo Deposito sotterraneo globale dei semi (Global Seed Vault), localizzato nell’arcipelago norvegese delle Svalbard a circa 1200 km dal Polo Nord.

 

Ma per apprezzare il ruolo di questo punto di discontinuità sulla scena del mondo, occorre rimuovere un altro blocco ideologico: quello che vede l’uomo come un intralcio alla spontanea evoluzione della natura e come un potenziale fattore di turbamento degli ecosistemi invece che come “custode e amministratore responsabile del creato, ruolo di cui non deve certo abusare, ma da cui non può nemmeno abdicare” (Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2010).



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