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VITA ARTIFICIALE/ 2. Il genetista: il DNA di Venter "dimentica" il mistero della vita cellulare

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Alcuni batteri  Alcuni batteri

 

Professor Sermonti, che cosa non la convince del modo in cui è stata presentata la cellula di Venter?

Quella riprodotta in modo sintetico non è una cellula completa, in quanto mancano la parte citoplasmatica e la parete cellulare. Il suo team di scienziati si è limitato a svuotare un batterio preesistente togliendogli il DNA e a inserirgli un secondo DNA realizzato al computer. Quindi quella realizzata non è una cellula del tutto artificiale, ma solo per quanto riguarda il materiale genetico. Il citoplasma, che è fondamentale in una cellula, è stato del tutto trascurato, in quanto ci si è limitati a utilizzarne uno preesistente.

 

Forse per il presupposto che il Dna sia la parte di cellula più difficile da realizzare in laboratorio. Non è così?

Il Dna è sicuramente molto complesso, ma il citoplasma possiede una struttura spaziale di cui invece il materiale genetico è privo. Ed è proprio quella forma spaziale la parte più difficile da trasferire da una cellula naturale a una sintetica. E se questo è vero per un batterio, ma nel caso di un uomo lo è ancora di più. Nel citoplasma è contenuto un bagaglio enorme di informazioni che non sono tutte presenti nel Dna.

 

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