BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RIFIUTI/ Meno discariche e più energia: anche così si può aiutare l’ambiente

Pubblicazione:

Il termovalorizzatore di Acerra (Foto Imagoeconomica)  Il termovalorizzatore di Acerra (Foto Imagoeconomica)

Dal punto di vista energetico, secondo gli estensori dello studio, è ragionevole ritenere che nel prossimo futuro termovalorizzazione e biogas continuino a costituire una quota del tutto minoritaria degli input energetici del settore elettrico: circa 2% per la termovalorizzazione e 0,6% per il biogas. Mentre però la termovalorizzazione potrebbe comunque evidenziare dei trend di crescita interessanti (18% o 12% nel periodo 2007-2020), la captazione da biogas - in particolare in uno scenario di crescita economica contenuta e di sempre minor ricorso al conferimento in discarica - potrebbe ridursi gradualmente (- 3,2%).

 

Pur in questo quadro di marginalità, soprattutto la termovalorizzazione può giocare un ruolo in un contesto di politiche di mitigazione. Ad esempio, il minor impatto negativo sul Pil derivante dalla disponibilità di un’opzione aggiuntiva per la generazione di energia elettrica, può essere quantificato in circa l’1% dei costi totali della politica di riduzione della CO2, (a loro volta circa l’1% del PIL nazionale), ovvero, in termini assoluti, in circa 87-122 milioni di euro su base annua.

 

Anche se può essere considerata ottimistica, la ricerca ha il pregio di indicare il massimo di quel che si può fare per ridurre l’impatto dei rifiuti. Al di là dei numeri, l’aspetto più convincente riguarda la possibilità reale di intercettare quei rifiuti che non si può evitare di produrre e che finirebbero in discarica.

 

(Michele Orioli)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.