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OMEOPATIA/ Un aiuto alla cura o semplice “stregoneria”?

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In questi anni ho svolto molte ricerche sia in laboratorio, sia su animali da esperimento, sia su esseri umani (queste ultime in collaborazione con omeopati). Mai nel mio gruppo abbiamo pensato all’omeopatia come medicina “alternativa” alla scienza medica attuale, sempre invece come medicina complementare e integrata, anche sulla scorta delle attività dell’Osservatorio Medicine Complementari, prima iniziativa del genere in Italia messa in piedi in collaborazione con l’Ordine dei Medici e altri colleghi universitari.

 

Brevemente, posso riferire che i nostri studi hanno avuto esito talvolta positivo nel senso di una dimostrazione di reale efficacia del rimedio omeopatico, altre volte negativo nel senso che su certi modelli sperimentali l’efficacia è stata nulla o comunque non statisticamente significativa.

 

Non è qui il caso di riassumere la mole di ricerche fatte da noi e da molti altri gruppi in Italia e all’estero che hanno portato ad aumentare le evidenze in questo settore, cosicché oggi le pubblicazioni recensite sulle principali banche-dati internazionali superano le 4000. Come in ogni campo della ricerca biomedica, le novità fanno fatica ad affermarsi e trovano ostacoli nell’establishment dei centri di potere e di pensiero.

 

Nel caso dell’omeopatia, la resistenza è basata ancora fortemente su posizioni ideologiche piuttosto che su vere e proprie argomentazioni scientifiche del tipo di quelle che normalmente fanno avanzare le conoscenze: qualcuno scopre (o crede di aver scoperto) qualcosa, pubblica il dato, altri provano a confutare o confermare queste prime evidenze, le teorie si modificano, si consolidano o spariscono dalla circolazione.

 

No, qui assistiamo ancora a sedicenti scienziati che - senza averlo provato - affermano direttamente che l’omeopatia non si potrebbe nemmeno studiare, perché è assurdo studiare “il nulla”, che se non c’è materia “non ci può essere” effetto. Per fortuna la scienza e la medicina non procedono solo a colpi di anatemi e di divieti, ma soprattutto per l’evidenza che si impone e questo è il caso della materia di cui stiamo parlando. Per fortuna la medicina non è solo una scienza nel senso stretto del termine ma anche una prassi, un’arte, una “cura” e l’ultima parola non la hanno i sapientoni ma i malati e i medici che loro si dedicano.

 

L’evidenza, debole ma non inesistente, c’è e va consolidandosi per cui oggi non è più possibile negarla se non facendo finta di non vedere. Qualcuno continua ad affermare che il fenomeno descritto da Benveniste nel 1988 - che andò famoso come quello della presunta “memoria dell’acqua” - è stato smentito definitivamente e dimentica di dire (o non sa) che è stato smentito due volte ma poi confermato dodici volte. Oppure si ripete che l’omeopatia è un placebo sulla base di una metanalisi pubblicata su Lancet nel 2005 (ripresa con gran clamore dai quotidiani) e si dimentica (o ignora) che tale studio è stato letteralmente fatto a pezzi da esperti di metodologia della ricerca clinica.

 

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COMMENTI
03/06/2010 - L'omeopatia funziona, lo dicono gli omeopati...!!! (Sergio Palazzi)

L'atteggiamento degli omeopati, incluso - a quanto pare - l'autore dell'articolo, è più o meno questo: NOI, usando i NOSTRI metodi, diciamo che l'omeopatia funziona. Se VOI infedeli e prevenuti non ci credete, se con i VOSTRI metodi pensate di poterci smentire, è perchè i VOSTRI metodi sono inadeguati e preconcetti... e poi NOI professiamo una scienza in base alla quale non ci sono due malattie nè due malati uguali, per cui è ovvio che VOI, meccanicisti, non potrete MAI capire perchè NOI diciamo che funziona... Beh, a me piacerebbe che qualche volta, anzichè tirar fuori frasi ad capocchiam come il commento su Galileo e Pasteur, si cercasse di NON invertire l'onere della prova: se IO decido che in base ad una MIA teoria, supportata da MIEI risultati, posso sostenere che tutto quel che fa tutto il mondo da due secoli, in materia di fisica, biologia, chimica, tecnologia, si basa su schemi sbagliati, dovrei essere IO a spiegare come mai quel che al resto del mondo sembra avere un quadro razionale e funzionante in realtà è solo un'allucinazione. Evidentemente i fertilizzanti o i missili, i telefonini o i chemioterapici o i dentifrici funzionano solo per caso, visto che si basano su principi assurdi, che possono essere sbugiardati semplicemente shakerando acqua più o meno fresca... Il principio di causalità, le leggi fisiche di conservazione valgono per gli altri, ma si prendono una vacanza se, e ogni volta che, un omeopata glielo chiede. E noi, sciagurati, osiamo pure contestare!

 
28/05/2010 - COSA definisce un PLASCEBO, e cosa una STREGONERIA (Claudio Cavalieri d'Oro)

Non sono un medico, perciò non mi posso permettere di valutare su questo piano la Omeopatia. Ritengo che sarebbe interessante dal punto di vista divulgativo conoscere quali sono le comparazioni tra le sperimentazioni scientifiche di un farmaco omeopatico e un placebo, somministrati in regime di "doppio cieco" e, nel caso di somministrazioni ad animali, quali sono le comparazioni tra guarigioni ritenute collegate alla somministrazione del placebo e guarigioni spontanee registrate sperimentalmente nella stessa specie. Un'altra informazione credo sarebbe decisamente interessante: posto che per la Scienza tradizionale la Omeopatia corrisponde alla somministrazione del NULLA, per quale ragione gli Omeopati ritengono così importante il processo di DINAMIZZAZIONE della presunta sostanza farmaceutica, e dalla prima teorizzazione della Omeopatia, fanno ricorso a RITUALI per ottenere tale risultato così fondamentale per la efficacia del presunto farmaco? Grazie sin d'ora all'Autore se vorrà fornire chiarimenti in merito. Cordiali saluti.

 
28/05/2010 - In altre parole... (Umberta Mesina)

Questo è un bellissimo articolo. In altre parole: l'omeopatia non funziona sempre, d'accordo, però funziona, e allora c'è da studiare di più per capire come funziona e perché a volte non funziona. (Beninteso, se uno è interessato a capire come e perché funzionano le cose. Altrimenti è una fatica inutile.) Se il metodo scientifico attuale - che richiede la ripetibilità dell'esperienza, mi pare - non è adeguato, bisogna usarne un altro, a costo di inventarlo. Del resto, visto che l'omeopatia funziona anche sui neonati e sugli animali, non è certo una buona dimostrazione di metodo dire che l'omeopatia si basa sull'effetto placebo. Ma 'sti poveri scienziati convenzionali io li capisco. Si trovano nelle stesse condizioni dei colleghi di Galileo e di Pasteur: gli cambia il mondo intorno. E la maggior parte delle persone, non per cattiveria, la prende molto ma molto male quando gli si cambia il mondo intorno.