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CLIMA/ Le “carote” italiane che rischiano di scomparire

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Una carota del Taldice  Una carota del Taldice

A TALDICE, che è un progetto europeo a leadership italiana, quale partecipano anche Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera. La partecipazione italiana in particolare è rappresentata da ricercatori dell’Enea, delle Università, oltre a Milano-Bicocca, di Bologna, Firenze, Parma, Venezia e Trieste, dall’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del Cnr (IDPA) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Alle attività di perforazione hanno collaborato attivamente tecnici dell’Enea Brasimone e del Laboratoire de Glaciologie et Geophysique de l’Environnement (Grenoble, Francia). Le ricerche italiane sono svolte nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), finanziato dal Miur e sono gestite da un Consorzio per l'attuazione del PNRA costituito da Enea, Cnr, INGV e OGS).

 

La rilevanza scientifica delle ricerche italiane in questo campo era stata già consacrata da riconoscimenti di prestigio come il Premio Cartesio 2007, conferito dalla Commissione Europea al progetto EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica), e dal premio E2 - Eccellenze Enea 2008, conseguito per la realizzazione di sistemi di perforazione profonda in ghiaccio e analisi delle carote prelevate in Antartide. Questi risultati sono stati raggiunti grazie a una programmazione scientifica pluriennale e a un flusso continuo di finanziamenti al PNRA dal 1985 al 2005.

 

Purtroppo, a partire dal 2006 la mancata individuazione delle risorse finanziarie a scala pluriennale ha tagliato le gambe a queste attività che hanno rappresentato l’eccellenza nella ricerca e nella collaborazione internazionale. L’Italia sta così perdendo quel ruolo di primo piano che aveva faticosamente raggiunto nella comunità scientifica internazionale.

 

Da qui l’appello di Maggi: è indispensabile che gli organi di governo intervengano con urgenza e determinazione attraverso la riorganizzazione della struttura del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, l’individuazione e la pianificazione di programmi e relativi finanziamenti adeguati al ruolo del nostro Paese e alle nuove sfide della ricerca nelle aree polari, le più sensibili al cambiamento climatico e già soggette a radicali modificazioni ambientali.

 

(Michele Orioli)



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