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ASTROFISICA/ Ecco come si classificano le Supernovae

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La Nebulosa Velo, una Supernova ripresa dal telescopio Hubble (Foto Ansa)  La Nebulosa Velo, una Supernova ripresa dal telescopio Hubble (Foto Ansa)

Le Supernovae (SN) si dividono in Tipo I, che non hanno idrogeno (H) nello spettro, e tipo II, che invece mostrano righe di assorbimento di H.

 

Le SN I si dividono ulteriormente in (ordine inverso per seguire un “filo logico”): Ib: mostrano righe di elio (He); Ia: non hanno He, ma hanno forti righe di Silicio (Si) e Zolfo (S); Ic: né He, né Si, né S (almeno questi ultimi due non presentano righe intense).

 

Le SN II si subclassificano invece in base alla curva di luce: le SN che mostrano una fase piatta (plateau) dopo il massimo vengono definite IIP, quelle che invece declinano rapidamente IIL. Esistono anche SN II che mostrano righe di emissione forti ma strette di H, e vengono definite IIn.

 

Chiaramente un caos. La base fisica infatti accomuna le SN in modo diverso: più di metà delle SN avvengono per il collasso del nucleo di una stella massiccia che ha esaurito il combustibile nucleare nel proprio nucleo. A questo punto la stella non produce più energia che la mantenga in equilibrio e collassa sotto la propria forza di gravità. Il nucleo diventa un oggetto compatto (stella di neutroni, buco nero) e gli strati esterni sono espulsi con grande energia cinetica.

 

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