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ASTROFISICA/ La ricerca “cieca” che vede Supernovae mai viste

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La Nebulosa Velo, una Supernova ripresa dal telescopio Hubble (Foto Ansa)  La Nebulosa Velo, una Supernova ripresa dal telescopio Hubble (Foto Ansa)
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1) Una stella di massa abbastanza piccola da evitare il collasso del core (quindi meno di circa 8 masse solari) ma troppo massiccia per formare una nana bianca di C e O (quindi più di circa 6 masse solari). In questo caso si forma una nana di ONeMg. Se la stella accresce materia può collassare e espellere solo la poca massa contenuta negli strati esterni.

2) L’esplosione di uno shell (strato) di He accresciuto su una nana di CO, che di nuovo emette solo gli strati più esterni.

 

Come è avvenuto il lavoro di studio? Su quali dati e/o tecnologie vi siete basati?

 

Un programma chiamato CCCP (Caltech Core-Collapse Programme), gestito da Avishay Gal-Yam, che ora è all’Istituto Weizmann in Israele, ha monitorato per anni varie regioni del cielo in cerca di SN. Le SN scoperte venivano poi seguite con i più grandi telescopi per poterle studiare. I dati necessari sono sia le immagini che rivelano la posizione e la brillantezza della SN che gli spettri che dicono quali elementi compongono la materia espulsa. L’interpretazione è stata fatta usando modelli fisico-matematici dell’emissione di radiazione delle SN, cioè di un gas caldo in espansione, alimentato dal decadimento nucleare del 56Ni in 56Co e 56Fe.

 

Quali conseguenze potrebbe avere, nel vostro diretto campo di interesse?

 

La scoperta va a dimostrare che esistono altri tipi di SN oltre ai due canonici. Questi erano stati predetti ma mai osservati, probabilmente perché queste SN sono poco luminose. Le nuove tecniche di ricerca “cieca” cioè monitorando regioni fisse del cielo, e con maggior profondità grazie all’uso di telescopi più grandi, dimostrano che queste SN sono probabilmente abbastanza comuni. Questo particolare tipo di evento ha importanza per l’evoluzione stellare, ma anche perché potrebbe essere la fonte di buona parte di alcuni elementi che non vengono prodotti in misura sufficiente dalle SN Core-collapse o termonucleari, in particolare titanio (Ti) e calcio (Ca).

 

Esistono secondo lei altri tipi di Supernovae da scoprire?

 

Recentemente abbiamo scoperto il primo caso di una SN causata da Pair Instability in una stella molto massiccia (circa 200 masse solari). Altri tipi di esplosione, specie in conseguenza dell’interazione di stelle in sistemi binari, sono stati previsti ma non ancora osservati. La nostra speranza è che i nuovi survey, come Palomar Transient Factory (PTF), di cui siamo membri come Scuola Normale Superiore, portino nuove scoperte.

 

(a cura di Nicola Sabatini)



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