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ASTROFISICA/ La ricerca “cieca” che vede Supernovae mai viste

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La Nebulosa Velo, una Supernova ripresa dal telescopio Hubble (Foto Ansa)  La Nebulosa Velo, una Supernova ripresa dal telescopio Hubble (Foto Ansa)

Nelle scorse settimane un gruppo internazionale di ricercatori - fra cui Paolo Mazzali, dell’Osservatorio di Padova (Istituto Nazionale di Astrofisica) e della Scuola Normale Superiore di Pisa - ha annunciato la scoperta di un nuovo tipo di Supernova, l’oggetto celeste più luminoso, che ha origine nelle fasi finali della vita di una stella. La scoperta apre nuove possibilità di studio dell’evoluzione stellare e in particolare della produzione di elementi pesanti da parte delle stelle. Il metodo di studio sviluppato potrebbe inoltre portare a nuovi interessanti risultati, come ha dichiarato a ilsussidiario.net lo stesso Mazzali.

 

Dottor Mazzali, innanzitutto bisogna chiarire i termini del lavoro: di cosa si tratta quando si parla di Supernovae?

 

Una Supernova (SN) è l’esplosione che segna la fine della vita di alcuni tipi di stelle. Sono eventi molto rari (in una galassia come la nostra, che contiene centinaia di miliardi di stelle, ne avviene una ogni circa 20-30 anni). Sono però eventi molto luminosi: una SN può essere comparabile in luminosità a un’intera galassia.

 

Esistono metodi di classificazione delle Supernovae e quali criteri si utilizzano?

 

La classificazione delle SN avviene in base al loro spettro (la misura dell’intensità della radiazione emessa o assorbita rispetto a tutte le lunghezze d’onda, ndr). È un residuato storico, come molte cose in astronomia. Le SN si dividono in Tipo I, che non hanno idrogeno (H) nello spettro, e tipo II, che invece mostrano righe di assorbimento di H. I due tipi poi si subclassificano ulteriormente in altri sottogruppi (si veda la scheda cliccando qui, ndr).

 

Cosa ha di particolare la vostra scoperta?

 

La SN che abbiamo scoperto, anche se classificabile come Ib, pare non appartenere a nessuno dei due tipi fisici descritti: è stata scoperta in una regione esterna a una galassia ellittica, dove non esistono stelle giovani: le SN core-collapse vengono solo da stelle massicce e quindi giovani; non ha né la massa né la luminosità di una SN Ia, escludendo anche quest’ipotesi. In realtà gli elementi prodotti sono consistenti con il bruciamento di He. Questo potrebbe verificarsi in almeno due casi distinti.

 

Quali?

 

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