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NANOTECH/ In Veneto un centro per scoprire se fa bene o male a uomo e ambiente

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Le competenze acquisite attraverso la ricerca di nano tossicologia, nonché presenza di strumentazioni per l’analisi e il testing di materiale biologico, hanno inoltre permesso di avviare progetti focalizzati al supporto della ricerca di nano-biotecnologia. Il team di ricercatori è al momento coinvolto in progetti collaborativi nazionali ed europei, in particolare il progetto “Development of sustainable solutions for nanotechnology-based products based on hazard characterization and LCA” finanziato all’interno del VII Programma Quadro e partito nei mesi scorsi. Ha inoltre intrapreso collaborazioni, oltre che con le università venete, con l’Università di Rochester (Usa) e partecipa a numerose iniziative di discussione sul tema dell’impatto sostenibile e della sicurezza dei sistemi nanotecnologici. I filoni di ricerca già avviati da Ecsin si articolano su due piattaforme tecnologiche.

 

Una prima riguarda l’analisi in vivo e in vitro dell’effetto su sistemi biologici di nanoparticelle e nano strutture. Per quel che concerne l’impatto di nanoparticelle ingegnerizzate (ENPs) su sistemi biologici l’attività fin qui svolta ha permesso di sviluppare competenze sulla caratterizzazione, sulla somministrazione e sulla localizzazione a livello subcellulare, cellulare, tissutale e sistemica di ENPs in modelli sperimentali come cellule e piccoli animali da laboratorio.

 

Un secondo filone riguarda il monitoraggio di nanoparticelle in matrici ambientali. In considerazione della sua rilevanza attuale, la matrice finora oggetto di studio è stata l’aerosol occupazionale, prelevato presso luoghi di lavoro dedicati alle nanotecnologie. Vengono quindi messe a punto e realizzate opportune strategie di campionamento per la valutazione dell’esposizione a nanoparticelle nei luoghi di lavoro, volte anche a individuarne l’origine; viene effettuato il monitoraggio in tempo reale e contemporaneamente la valutazione della massa di particelle presenti, classificate in 13 stadi dimensionali mediante impattore a cascata a bassa pressione.

 

Per tutte queste ricerche la strumentazione messa in campo è di alto livello. Il laboratorio per le analisi biologiche comprende apparecchiature per l’analisi quantitativa di acidi nucleici e per applicazioni morfologiche e ultrastrutturali: in particolare un microscopio confocale, un microscopio elettronico a trasmissione, un microscopio a fluorescenza, nonché le necessarie strumentazioni accessorie per la preparazione dei campioni per l’indagine microscopica.

 

Per il monitoraggio di nanoparticelle in matrici ambientali, il laboratorio è attrezzato con una camera pulita classe Iso 7, all’interno nel quale è presente un Asymmetric Flow Field Flow Fractionation, uno strumento che consente la separazione di nanoparticelle in virtù del loro diametro idrodinamico.

 

Con queste premesse ECSIN, si candida a diventare un Centro di riferimento internazionale per la valutazione e la gestione di attività produttive basate sull’impiego di nanotecnologie; e anche una fonte di informazioni che possono rendere meno reattivi i nostri giudizi su questo nuovo panorama tecnologico.

 

(Michele Orioli)



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