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COMPUTER/ Meluzzi (psicologo): sbagliato vietarli ai bambini, ma attenzione ci sono dei rischi...

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Ma in fondo, non è molto peggio la televisione, che è passiva mentre il computer è interattivo?

 

E’ vero che la televisione può portare all’autismo affettivo e al rischio di cogliere in modo indifferente qualsiasi stimolo, soprattutto se un bambino assiste a spettacoli che non sono adatti alla sua età. La passività con cui si assiste ai programmi sul piccolo schermo e la possibilità di trovarsi di fronte a scene di sesso o violenza, soprattutto se si è lasciati da soli di fronte al televisore, non vanno assolutamente sottovalutati. Un bambino così rischia di sentirsi sempre più isolato ed estraneo alla realtà, fino all'autismo. Ma non è che il computer perché interattivo sia innocente, anche se è utilizzato soltanto per scrivere. La scrittura con la penna mantiene infatti una matericità insostituibile. E se il computer diventa l’unico strumento per fare i calcoli, reperire informazioni e trascriverle, può diventare pericoloso. Alcuni programmi informatici permettono per esempio di sostituire la lettura delle pagine di un romanzo con la visione di alcune icone, menomando gravemente l’immaginazione che in un bambino è una facoltà fondamentale.

 

 

Ma da qui a portare a deformare la realtà, non ci sarà una certa differenza?

 

 

Anche in questo caso, concordo con gli psicologi inglesi. Basta pensare a quanti delitti sono stati commessi di recente da ragazzini come reazione per essere stati interrotti mentre giocavano ai videogame. Nei videogiochi infatti la virtualità della realtà rischia di produrre una pericolosa dissociazione, stimolando la produzione di adrenalina fino al punto di raggiungere un effetto ipnotizzante.

 

 

Non oso immaginare che cosa dirà di Internet…

 

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