BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

VESUVIO/ Ecco come morirono gli abitanti di Pompei. E il vulcano può risvegliarsi...

Pubblicazione:

vesuvio_R375.jpg

 

Calcolando velocità e altezza, i ricercatori hanno potuto definire lo spessore e la densità della nube, e il tempo impiegato a passare su Pompei: poco più di un minuto. Trattandosi però di una nube poco densa, gli effetti meccanici dovevano essere stati piuttosto scarsi. A questo punto gli esperti hanno incominciato a studiare i calchi delle vittime, che presentavano il cosiddetto «cadaveric spasm», una postura cioè assunta quando la morte è istantanea. Osservando quindi i resti ossei, anche grazie all’analisi del Dna, è stata rilevata la prova di modifiche causate dall’alta temperatura. Sono stati condotti esperimenti in laboratorio su frammenti di ossa, esponendoli a temperature crescenti e osservando le modifiche che si producevano. Questi frammenti sono quindi stati confrontati con i resti delle vittime di Pompei, giungendo al risultato che quei corpi erano stati esposti a una temperatura di circa 300°, che a Ercolano è arrivata a 600°. Tra le ragioni per cui è da escludersi la morte per soffocamento, anche il fatto che il tempo del passaggio della nube è stato tra 1 e 2 minuti, durante i quali una persona può restare in apnea senza morire. Quelle che a lungo sono state ritenute posizioni che riflettevano una lunga agonia, sono dunque la prova di una morte istantanea: l’elevatissima temperatura.

 

Leggi anche: VENTO/ C’è chi fa più danni di tornado e uragani, di G. Lapini

 

CLICCA QUI O SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL’ARTICOLO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >