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MALARIA/ La malattia dimenticata che colpisce 500 milioni di persone all'anno

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Dagli Stati Uniti giungono però nuove notizie confortanti proprio sulla possibilità di sviluppo di un nuovo vaccino che sembra essere davvero promettente. Alcuni ricercatori della Rockefeller University di New York sono riusciti a produrre un vaccino efficace in grado di generare l’immunità alla malattia negli animali sottoposti all’esperimento. Il vaccino è stato creato partendo da uno già esistente contro la febbre gialla. I ricercatori hanno modificato il vecchio aggiungendo un gene in grado di produrre una proteina che normalmente ricopre la superficie del plasmodio. Così facendo, gli animali nei quali è stato inettato il vaccino, sono stati in grado di produrre degli anticorpi e, dopo essere stati infettati con il plasmodio della malaria, sono sopravvissuti tranquillamente alla malattia. Un risultato importante che ora sta portando gli scienziati a progettare un vaccino simile anche per l’uomo.

 

La notizia della scoperta ad opera dei ricercatori della Rockefeller University non è la sola ad aver dato nuove speranze nella lotta alla malaria. Gli studiosi del centro di ricerca australiano Walter and Eliza Hall di Melbourne (Australia) hanno individuato da poco una molecola in grado di contrastare l’entrata del plasmodio all’interno dei globuli rossi. Per entrare esso deve prima legarsi sulla superficie della cellula del sangue ed in particolare ad una proteina chiamata MSP1. I ricercatori hanno scoperto che una molecola simile strutturalmente all’eparina (anticoagulante) ma priva del suo effetto, è in grado di legarsi a MSP1 e quindi di impedire che vi si leghi il Plasmodium.

 

La scoperta di questo meccanismo apre ora la strada ad un modo nuovo nel concepire le cure contro la malaria. Uno dei possibili approcci futuri sarà quello di utilizzare una combinazione con farmaci esistenti uniti a quelli che verranno sviluppati dopo questa scoperta. In pratica un farmaco cercherebbe di impedire al parassita di entrare mentre l'altro cercherebbe di fermare il suo sviluppo dentro i globuli rossi. Secondo gli scienziati un simile trattamento combinato potrebbe essere disponibile globalmente entro 5-10 anni.

 

Come abbiamo potuto constatare, la ricerca nella lotta a questa malattia ha prodotto negli ultimi mesi dei grossi risultati. Nonostante ciò la malaria rappresenta ancora una patologia che, per quei paesi che non hanno un’adeguata assistenza sanitaria, miete vittime soprattutto tra i bambini.

 


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