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FISICA/ Al Cern tutti pronti per vivere una piccola rivoluzione

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Il tunnel dell'acceleratore di particelle LHC di Ginevra (Foto Ansa)  Il tunnel dell'acceleratore di particelle LHC di Ginevra (Foto Ansa)

Ci vuole molto sforzo e molta pazienza. E il risultato non è mai garantito quando si cercano fenomeni nuovi che sono stati solo predetti dalla teoria: non si può essere completamente sicuri della loro esistenza fino a quando non vengono rivelati. Oggi la ricerca sperimentale si può realizzare solo come collaborazione tra molti ricercatori, istituti, paesi. Si deve guardare ai progressi nel loro insieme e riconoscere l’importanza di apportare un contributo che in sé è solo una piccola parte, ma che inserito nella totalità permette grandi avanzamenti. Facendo parte di una grande avventura, si sentono i guadagni, i contrattempi e i progressi, un po’ come propri. Ci sono momenti in cui la scienza progredisce di colpo e altri in cui non è così. In ogni tappa si cerca di superare ciò che si è fatto nella fase precedente e bisogna contribuire come si può nella epoca in cui si è. Però in questo momento tutti speriamo che ci tocchi di vivere una piccola rivoluzione!

 

Nella scienza ogni volta che scopre qualcosa si aprono nuovi interrogativi che spingono a cercare più in là. Perché si vuole sempre sapere di più, pur sapendo che non si arriverà mai a conoscere tutto?

 

Bisogna assumere che i nostri strumenti ci permettano di fare misure con sempre maggior precisione, come se guardassimo in un microscopio sempre più potente. Ma appena si scopre un nuovo fenomeno, si apre la possibilità che ne esistano altri oggi non accessibili e che potremo vedere solo dopo molto tempo. Cercare sempre “più in là” fa parte della natura umana, così come progredire nella conoscenza sperimentale delle leggi fisiche, verificando predizioni (come l’esistenza o meno dell’Higgs) o magari scoprendo che ipotesi che superano la nostra percezione delle cose sono le più corrette, come la scoperta dell’esistenza di “altre dimensioni” oltre alle tre dimensioni note dello spazio. Sappiamo inoltre che i progressi scientifici portano benefici alla società, così che non si tratta solo di pura soddisfazione intellettuale. Con il tempo l’investigazione porta innovazione ed è il seme che poi sfocia in rivoluzioni tecnologiche.

 

(a cura di Maria Chiara Conidi)



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