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TECNOLOGIE/ Il suono che ci aiuterà a prevedere le frane

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Una strada bloccata da una frana (Foto Imagoeconomica)  Una strada bloccata da una frana (Foto Imagoeconomica)
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Prima di utilizzarli nella montagna, abbiamo sottoposto i dispositivi ad alcuni esperimenti di laboratorio. Abbiamo indotto rotture in alcuni blocchi di materiale calcareo attraverso martelletti pneumatici e valutato i segnali acustici emessi dalla roccia e in particolare dalla rottura della struttura microcristallina.

 

Cosa prevede dal punto di vista sperimentale il progetto?

 

In questi mesi stiamo sperimentando il sistema di previsione sul Monte San Martino a Lecco, area storicamente soggetta a frane di crollo e su cui esistono ammassi rocciosi a rischio di collasso per volumi superiori a decine di migliaia di metri cubi di roccia. Ogni sensore posto sulla montagna acquisisce informazioni sulle emissioni microacusitiche dovute alla rottura della roccia o alla caduta di massi. La raccolta di questi dati deve essere però esaminata per separare questi due tipi di fenomeni. I segnali rilevati sono trasmessi in tempo reale alla sala di monitoraggio presso il Polo Regionale di Lecco del Politecnico di Milano con un ponte radio dedicato. Insieme ai geologi ora si stanno analizzando tutte le informazioni ottenute dai sensori per correlare i dati ottenuti ad una probabilità di rischio di frana.

 

(a cura di Daniele Banfi)



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