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DIBATTITO/ Cellule staminali: prodigi della scienza o innovazioni pericolose?

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Si tratta del più grande risultato ottenuto da un’equipe italiana nel campo della ricerca sulle staminali adulte, che dimostra ancora una volta come non sia necessario ricorrere alle cellule embrionali per realizzare scoperte all’avanguardia. E che, per la sua complessità, mette in ombra un altro clamoroso successo nell’ambito delle staminali, quello ottenuto dai ricercatori della Bristol University che lo scorso aprile hanno estratto cellule di vene espiantate per interventi di bypass aorto-coronarico. Una scoperta grazie alla quale si potranno creare arterie dalle staminali adulte.

 

Per effettuare l’intervento di bypass era stato utilizzato un tratto di safena, una vena della gamba. Dal materiale ricavato Paolo Madeddu, il direttore della squadra, e i suoi colleghi hanno estratto cellule staminali adulte. Normalmente presenti nel nostro corpo, questo tipo di cellule hanno la funzione di fornire nuovi tessuti per sostituire quelli che muoiono o si deteriorano. L’isolamento di staminali adulte dalle vene potrebbe aprire scenari interessanti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Circulation, ha evidenziato in particolare come queste cellule siano capaci di stimolare la crescita di nuovi vasi sanguigni.

 

Ancora più sensazionale se, attraverso le staminali adulte, si dovesse riuscire a curare la Sclerosi laterali amiotrofica (Sla), come sta tentando di fare un altro scienziato italiano, Angelo Vescovi, o la sclerosi multipla. Sta andando in quest’ultima direzione il progetto di sperimentazione internazionale, la cui parte europea è coordinata dal professor Paolo Uccelli, del dipartimento di Neuroscienze Oftalmologia e Genetica del’Università di Genova. Ma tra le ricerche che potrebbero costituire il futuro delle staminali adulte ci sono anche quelle per ringiovanire le persone e rendere i denti perfetti.

 

Eppure la ricerca sulle staminali non presenta solo aspetti positivi. Basti pensare a quanto accaduto a una donna inglese, morta in seguito ad alcune iniezioni di cellule staminali in Thailandia per curare una malattia renale, così come riportato dal New Scientist. Secondo l’analisi post mortem riportata sul Journal of the American society of nephrology, si erano formati degli strani noduli sul rene, il fegato e la ghiandola surrenale, quasi sicuramente provocati dalla terapia di staminali.

 

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