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MAGNETISMO/ Due calamite ci diranno quanto è grasso il latte che beviamo

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Per misurarla ci sono varie apparecchiature che hanno tutte la prerogativa di essere universali, cioè di non dipendere dai singoli campioni. Si parla di idrometri a galleggiante, di colonne a gradiente di densità, di picnometri; e più recentemente di densimetri a tubo oscillante e di risuonatori a micro canali sospesi (SMR).

 

In ogni caso il problema è di trovare il compromesso ottimale tra semplicità d’uso, affidabilità, portabilità e costi. Ad esempio la tecnologia basata sui tubi oscillanti consente misure accurate con sistemi portabili e automatizzati ma costa parecchie migliaia di dollari e si applica solo a liquidi con limitate gamme di viscosità.

 

I sistemi SMR danno misure molto precise e con alta sensibilità: arrivano a misurare la densità di singole cellule e particelle dai 50 nanometri ai 3 micrometri di diametro; tuttavia si applicano solo a campioni molto piccoli e richiedono sofisticate tecnologie per la progettazione degli apparati di rilevamento.

 

Ora il MagLev collaudato nei laboratori di Harvard promette misure accurate e affidabili in campi applicativi molto vasti, grazie a sei caratteristiche particolarmente utili: è applicabile a una grande varietà di campioni (solidi, liquidi, sospensioni colloidali, gel, paste); può essere utilizzato con materiali eterogenei e di forma irregolare; ha elevata sensibilità; è compatibile con campioni di diversi volumi; è un sistema semplice; è poco costoso.

 

I vantaggi del nuovo metodo sono stati finora testati nelle analisi di sei diverse classi di campioni: acqua, olio, latte, formaggio, granulati, burro di arachidi. I risultati ottenuti lo candidano a metodo privilegiato per la misura della salinità delle acque, per confrontare la qualità degli oli vegetali in base al rapporto dei grassi polinsaturi e monoinsaturi, per la stima del contenuto in grassi di alimenti come burro, formaggio e, naturalmente, il latte.

 

(Michele Orioli)

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