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MAGNETISMO/ Due calamite ci diranno quanto è grasso il latte che beviamo

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Il latte, dal punto di vista chimico-fisico, è classificabile come una emulsione colloidale di globuli di grasso in un liquido acquoso. Il latte di origine animale contiene un significativo quantitativo di grassi, proteine e carboidrati; il suo contenuto calorico e l’esatta composizione chimica variano ampiamente tra le diverse specie.

 

Il grasso, in particolare, è un costituente importante del latte e ne determina il valore nutrizionale. È evidente quindi quanto sia fondamentale poter determinare con precisione il suo contenuto in grassi.

Per questo scopo un gruppo del dipartimento di chimica e biochimica dell’università americana di Harvard ha sperimentato un nuovo metodo basato nientemeno che sul fenomeno della levitazione magnetica (MagLev).

 

Un fenomeno noto anche presso il grande pubblico e associato nell’immaginario collettivo ai supertreni che sfruttano le proprietà dei materiali superconduttori per poter “galleggiare” sui binari senza sfiorarli - quindi senza attrito - e raggiungere elevate velocità in modo economico e confortevole per i passeggeri.

 

Qui però la situazione è diversa e molto meno spettacolare. Si tratta realizzare un sensore di densità, ponendo alle estremità di un piccolo contenitore cilindrico due speciali magneti permanente di Neodimio Ferro Boro (NdFeB), un nuovo tipo di materiale magnetico che si sta imponendo in questi anni.

 

Il contenitore è riempito con un liquido composto da ioni paramagnetici e in esso vengono inseriti frammenti del materiale da analizzare che risentirà più o meno dell’effetto del campo magnetico bilanciando la sua forza peso e quindi spostandosi su e giù in verticale, nella classica forma della levitazione. Il bilanciamento dipende dalla densità ed ecco che la nuova apparecchiatura diventa uno strumento ideale per la misura di questo parametro.

 

La densità è uno dei fattori che caratterizzano tutte le sostanze omogenee; il suo valore è decisivo nel determinare cambiamenti nella composizione chimica o nello stato fisico: si pensi ai passaggi di fase, ai processi di cristallizzazione o di purificazione. La misura della densità è fondamentale in molti ambiti della ricerca, così come nell’industria o nel settore sanitario.

 

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