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AMBIENTE/ Addio vecchia auto, il futuro viaggia con la green economy

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La Grande Punto Bimodale  La Grande Punto Bimodale

Si chiama Grande Punto Bimodale e lascerà temporaneamente i laboratori del Politecnico di Milano per presentarsi come una delle star del Festival Internazionale dell’Ambiente, che si apre oggi in Fieramilanocity lanciando un dibattito a tutto campo sui “nuovi modelli di sviluppo nell’era della green economy”.

 

Si tratta di un veicolo di serie a cui è stato aggiunto sull’asse anteriore un sistema di trazione elettrico: l’idea fondamentale è quella di dimostrare la possibilità di sviluppare un kit per modificare veicoli di serie in veicoli di tipo ibrido bimodale.

 

Il prototipo, realizzato dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano coordinato dal professor Federico Cheli e composto dal professor Roberto Viganò e dagli ingegneri Ferdinando Mapelli e Davide Tarsitano, sarà in visione al centro del padiglione espositivo al MIC Milano Convention Centre e sarà descritto nelle sue prospettive da Mapelli, lunedì 7 giugno nel corso del convegno “Nuovi motori per una mobilità sostenibile”.

 

Mapelli ha anticipato a ilsussidiario.net le peculiarità di questo modello che si inserisce nel Progetto TecnoBim, nato per studiare le possibilità e i vantaggi di una trasformazione di veicoli convenzionali in auto bimodali, cioè che affiancano al tradizionale motore endotermico un sistema di trazione elettrica, con a bordo un carica batterie compatibile con la rete domestica (sistema plug-in).

 

Mapelli ricorda la storia del progetto TecnoBim, iniziata nel 2006 quando il Cipe, attraverso azioni di sistema nel settore R&S, ha finanziato le regioni e la Regione Lombardia, attraverso l’assessorato Artigianato e Servizi, e ha emesso un bando al quale la società SEMS (Servizi per la Mobilità Sostenibile) insieme al Dipartimento di Meccanica del Politecnico hanno partecipato proponendo lo sviluppo di un sistema per rendere bimodale un’auto di serie.

 

Successivamente, nel 2007, SEMS ha finanziato il Politecnico per un’ulteriore evoluzione del progetto che ha così preso avvio. «Si è iniziato con la ricerca del veicolo più adatto per l’allestimento di un prototipo e con l’implementazione del modello energetico per il dimensionamento dei componenti elettrici e per la verifica delle prestazioni. Si è passati poi al reperimento della componentistica sul mercato e alla realizzazione di oggetti ad hoc (batterie, trasmissione, elettronica di controllo) unitamente alla progettazione del sistema di controllo e coordinamento del propulsore ibrido parallelo risultante e della gestione energetica di bordo; come pure alla progettazione della trasmissione meccanica per l’azionamento elettrico, da integrare con il gruppo cambio-trasmissione esistente».

 

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