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FISIOLOGIA/ Goldman, il chimico-fisico che aiuta i sub

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In alcuni casi però c’è un accumulo di micro bolle con la formazione e l’espansione di bolle di maggiori dimensioni che possono avere effetti meccanici o biochimici: i primi comprendono distorsione o asportazione di tessuto e la riduzione, o interruzione completa, del flusso sanguigno; gli effetti biochimici includono l'attivazione di meccanismi infiammatori e la coagulazione, con perdita di fluidi dal sistema circolatorio.

 

La cosa strana è che, secondo Goldman, dal punto di vista termodinamico queste bolle non dovrebbero esistere: essendo formate da azoto, mentre l’atmosfera circostante comprende azoto ma anche ossigeno, la loro pressione dovrebbe essere minore di quella esterna e così dovrebbero facilmente collassare. D’altra parte, le spiegazioni finora fornite in ambito medico della malattia da decompressione, si basano sulla presenza preesistente delle bolle e sulla loro successiva espansione.

 

Per capire allora come restino stabili, il chimico canadese ha ideato uno speciale modello per i tessuti umani: ha pensato a un materiale soffice ed elastico con qualche grado di rigidità; in un simile materiale è possibile calcolare la presenza stabile delle bolle.

 

La novità rispetto ai modelli precedenti sta nell’aver rinunciato a pensare alla formazione delle bolle nei liquidi che non hanno alcun elemento di rigidità. Invece nel materiale elastico utilizzato da Goldman, avviene un fenomeno fisico simile alla cavitazione (detto, con termine ancor più astruso, tribonucleazione), cioè alla formazione di cavità gassose all’interno dei fluidi dovuta a sbalzi di pressione; le bolle così create sono metastabili e di non lunga durata tuttavia hanno il vantaggio di riprodursi periodicamente.

 

Ecco allora la chiave per spiegare la formazione delle bollicine nei tessuti e la loro conseguente espansione.

 


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COMMENTI
30/06/2010 - interessante (MICHELE BACCI)

Chiarissimo. Argomento difficile, ma spiegato in modo chiaro ed accattivante!